Quanti poli SBN in una regione?

Un argomento che potrebbe essere interessante discutere è se ci sia un numero ottimale di poli SBN in una regione, in particolare in Liguria, ma anche altrove.

Fino a che punto la creazione di più poli è un modo per coinvolgere più facilmente nuove biblioteche in SBN piuttosto che un elemento di frammentazione e di aumento dei costi?

Il piano triennale della Regione prevede alcune disposizioni per evitare la proliferazione eccessiva di poli SBN: sono adeguate?

Il tutto naturalmente, conformemente allo spirito del blog, visto particolarmente sotto l’aspetto degli effetti sui servizi al pubblico: pubblico che a sua volta potrebbe intervenire per dire come percepisce la cosa (magari in modo diverso da come la percepiscono i bibliotecari).

Il mito dello scarto

Che le biblioteche che non hanno specifici compiti di conservazione possano fare scarti è cosa ovvia che può stupire solo qualche giornalista, come ogni tanto succede.

Le risorse non sono infinite, specialmente in termini di spazio, e quindi ogni tanto può essere necessario eliminare libri di scarsa utilità per il servizio per sostituirli con altri di maggiore interesse (ovviamente a maggior ragione si eliminano libri rovinati). Naturalmente non si eliminano libri particolarmente rari, e quelli che si scartano, se sono ancora utilizzabili, si cerca di darli ad altre biblioteche, o se questo non è possibile di distribuirli al pubblico.

Fin qui lo scarto è semplicemente una operazione dettata da necessità puramente pratiche e contigenti, e se queste non ci fossero se ne potrebbe anche fare a meno.

Su questo però si è innestato un modo di pensare che sta tra il mito e l’ideologia, che viene anche diffuso con seminari e pubblicazioni, secondo il quale lo scarto sarebbe invece un elemento di sviluppo e qualificazione del servizio, che permetterebbe di migliorare la qualità collezioni eliminando materiale “scadente” per sostituirlo con altro “migliore”.

Continua a stupirmi che queste posizioni vengano prese sul serio. Basti pensare che un libro di contenuto antiquato può essere ricercato proprio per questo motivo, cioè per vedere come funzionavano i computer negli anni ’70 o com’era la medicina degli anni ’20: e infatti sulle bancarelle si trovano libri di questo genere, e a volte anche avvisi che avvertono che si cercano proprio libri così, e se le bancarelle li cercano è perché pensano di poterli vendere. Le persone interessate a quelle pubblicazioni quindi possono comprarsele se hanno i soldi, ma non trovarle nelle normali biblioteche pubbliche, che li avranno nel frattempo scartati! Certamente spesso non è il caso che una normale biblioteca di pubblica lettura si metta a comprare questi libri sul mercato antiquario, o che accetti grosse donazioni di libri di medicina degli anni ’20 che poi non ha il posto per sistemare, ma qui si parla di scartare ciò che in biblioteca comunque c’è già.

Mi pare evidente che un libro antiquato crea problemi in biblioteca se la sua presenza impedisce di aggiornare la raccolta con altri libri più aggiornati, non crea problemi in sé: chi non è interessato si limiterà a non consultarlo. Perché mai bisogna togliere il libro anche a chi è interessato?

Altre considerazioni vengono spontanee se si prende in esame un celebre metodo di valutazione delle collezioni, il metodo SR/SMUSI, di cui una precisa descrizione si può trovare su http://www.aib.it/aib/commiss/doc/scartial.htm
o su http://www.bibliotecheoggi.it/2001/20010206401.pdf.

Questo metodo si presta a facili critiche sia di principio che di ordine pratico. I criteri per la selezione del materiale da eliminare, a cui fa riferimento la sigla SMUSI, sono:

  • S = scorretto, informazione inattuale
  • M= mediocre, superficiale, ordinario
  • U = usato, deteriorato, di sgradevole presenza
  • S = superato
  • I = inappropriato, incoerente con la raccolta

Niente da obiettare per il deteriorato, e anche per l’incoerenza con la raccolata, valutazione che presenta una certa discrezionalità ma fa parte delle responsabilità del bibliotecario. Gli altri tre criteri però presuppongono una valutazione del contenuto che è impossibile in pratica, perché per farla il bibliotecario dovrebbe essere esperto di ogni materia, e quindi può portare a gravissimi errori, ed in linea di principio è al di fuori dei compiti del bibliotecario, perché dare giudizi sui libri tocca ai lettori e non a lui, quindi apre la strada ad ogni genere di arbitrii e censure.

Ma in ultima analisi mi sembra abbastanza facile capire che cosa c’è dietro questo lavorio teorico sullo scarto: una concezione gerarchica delle biblioteche che vede da una parte le biblioteche pubbliche ridotte a biblioteche di facile consumo per il popolo, limitate a servire alle ricerche più comuni e correnti, dall’altra (e qui si ritorna al tema della fruizione negata) le biblioteche per i dotti, che a questo punto saranno presumibilmente accessibili solo agli studiosi che ne sono degni in base alle lettere di presentazione che hanno e a come il bibliotecario valuterà i loro studi.

Osservazioni sul Polo Regionale Ligure SBN

Con le vicende, ancora non concluse, delle modificazioni legislative regionali e con lo sviluppo delle tecnologie informatiche applicate ai servizi bibliotecari e bibliografici e le mutate condizioni contrattuali stabilite dall’ICCU per la certificazione dei Poli SBN, il Polo Regionale Ligure SBN ha davanti a sé almeno tre possibili direzioni di intervento:

1) mantenere il proprio ruolo di catalogo regionale ministeriale;

2) predisporre una programmazione di iniziative per caratterizzare il Polo rispetto ai Poli emergenti;

3) determinare la possibilità di arricchire il proprio ruolo istituzionale attraverso provvedimenti amministrativi conseguenti.

Naturalmente fra i punti 2) e 3) sono possibili soluzioni miste.

Il punto 1) può creare un dilemma per la Regione, sdoppiata nel ruolo di ente responsabile con il MiBAC del Polo ed ente legislatore ed erogatore di interventi finanziari per tutte le biblioteche di ente locale ligure con il rischio di scontentare tutti.

Il punto 2) consiste nel mantenere l’attuale assetto istituzionale, intervenendo occasionalmente con singole iniziative regionali proprie o in collaborazione con la BUG, il Sistema Bibliotecario Provinciale della Spezia o con singole biblioteche. È quanto già avviene con iniziative di aggiornamento o di preparazione alla catalogazione in SBN. Il limite di questa prospettiva è l’occasionalità della programmazione, la sostanziale indifferenza degli organi istituzionali, importanti nell’andamento della vita delle biblioteche negli enti locali.

Il punto 3) istituzionalizza le attività del punto 2) e comporta una delimitazione degli interventi, ma il ricorso a nuovi atti amministrativi si presta alla critica di dover rimettere in moto la lenta macchina burocratica con la conseguente dilatazione dei tempi e con problemi di opportunità in un momento di transizione legislativa.

Una possibile scelta è una forma mista fra i punti 2) e 3).

Il Polo Regionale si potrebbe caratterizzare in cinque direzione operative:

- gestione del catalogo regionale ministeriale con connesse attività di informazione e aggiornamento;

- promozione e assistenza per l’adesione a SBN Online da parte delle biblioteche del Polo;

- promozione della diffusione di opac derivanti dall’opac regionale per la gestione dei servizi bibliografici locali, la messa in rete delle notizie dalle biblioteche, il coinvolgimento dei lettori sia nei suggerimenti d’acquisto che nel giudizio sulle opere lette;

- preparazione di bandi per progetti speciali per le biblioteche del Polo con conseguente contributo o finanziamento completo (es.: progetto di biblioteca digitale, di catalogazione dei libri antichi, di materiali informativi sulle sezioni specializzate);

- attività formative complete dagli elementi di biblioteconomia e di istruzione bibliografica anche per gli utenti delle biblioteche alla formazione dei bibliotecari nelle tecnologie informatiche, o negli aspetti giudici in materie di biblioteche.

Le forme amministrative possono anche limitarsi a una deliberazione di Giunta o di Consiglio Regionale, ma deve essere prevista una qualche ufficialità di queste attività, in quanto un necessario riscontro occorre per garantire il bibliotecario di ente locale nei rapporti con la propria amministrazione.

Aspetti poetici della biblioteconomia

In questi giorni ho ritrovato una citazione che un’amica carissima mi aveva ‘regalato’ più di un anno fa.

E’ tratta da Una storia di amore e di tenebra di Amos Oz ed è veramente bellissima. Ve la regalo a mia volta:

«In fondo a quel silenzio, mio padre mi rivelò durante i venti minuti che seguirono tutte le faccende della vita. Mi iniziò al sommo segreto nel mondo della biblioteconomia: mi svelò sia la via maestra, sia i sentieri nel bosco, i panorami vertiginosi delle variazioni, delle sfumature, delle fantasie, viali isolati, ardite tonalità ma anche eccentrici capricci: i libri li si può ordinare per titolo, in ordine alfabetico per autore, per collana o editore, cronologicamente, per lingua, argomento, genere e contesto, e persino per luogo di edizione. Tutto è possibile.

Così appresi i segreti della sfumatura: la vita è fatta di itinerari diversi. Ogni cosa può accadere così ma anche altrimenti, secondo partiture diverse e logiche parallele. Ogni logica parallela è di per sè coerente e consequenziale, a suo modo conchiusa, indifferente alle altre.

Nei giorni che seguirono dedicai ore e ore di lavoro alla mia piccola biblioteca, venti o trenta libri che sistemavo, aggredivo come fossero stati un mazzo di carte e mescolavo per poi ordinarli di nuovo daccapo, secondo i criteri più diversi.

E fu così che imparai l’arte della combinazione: non da ciò che avevano scritto dentro, bensì dai libri stessi, cioè dalla loro essenza fisica. I libri, insomma mi fecero conoscere gli spazi sterminati, la zona d’ombra che sta fra il lecito e il proibito, fra la normalità e l’eccezione: questa lezione mi accompagnò per lunghi anni.

E ora che arrivai all’amore, non ero più un perfetto principiante: sapevo invece che esistono combinazioni diverse, che c’è l’autostrada ma c’è anche la strada panoramica, ci sono i sentieri sperduti, mai percorsi da nessuno. Che c’è un lecito che è quasi proibito, e un proibito che è quasi lecito. Di tutto e di più»

Come li ordinate, a casa, i vostri libri? Io per ‘materia’ e all’interno della letteratura (sia prosa sia poesia) per paese di origine dell’autore.

Riunione del 26 marzo 2008 delle biblioteche spezzine del Polo Regionale Ligure SBN.

Il 26 marzo 2008, presso la sede del Centro Sistema Bibliotecario Provinciale della Spezia, si è svolta la riunione delle biblioteche spezzine del Polo Regionale Ligure SBN con il funzionario regionale, dr. Pavoletti.

In sintesi, i punti principali emersi durante la riunione sono stati i seguenti:

1) Per quanto riguarda la domanda di contributo delle biblioteche alla Regione Liguria, limitatamente all’anno 2008, è stato confermato che la scadenza è rimasta il 31 marzo 2008 e che la normativa di riferimento è convenientemente quella del piano regionale 2006, l’ultimo specifico sulle biblioteche, in quanto la nuova normativa non è stata ancora oggetto di approvazione in uno specifico atto.

2) Dal prossimo anno, se non ci saranno variazioni nel frattempo, cambiano tempi e modalità di richiesta:

a) gli enti privati devono inviare domanda su iniziative culturali (non solo riguardanti le biblioteche) ai Comuni entro il 30 novembre 2008;

b) i Comuni devono inoltrare alle Province le proprie domande e quelle degli enti entro il 30 dicembre 2008;

c) successivamente le Province devono assegnare i contributi regionali con modalità non uniformate dalla Regione. Per le biblioteche non sono previsti contributi sulla catalogazione, in quanto sarà ancora la Regione ad assegnarli direttamente con proprio bando.

d) i sistemi bibliotecari formulano le richieste alle Province di appartenenza.

e) le voci ammissibili per il contributo dovrebbero riguardare il potenziamento, il nuovo allestimento di una biblioteca, la promozione della lettura, ma su questo punto, per avere un quadro definitivo bisogna aspettare anche la deliberazione della Giunta Regionale che deve regolamentare la concessione di contributi ex. art. 10 L.R. 33/2006.

3) Per quanto riguarda il Polo regionale, sarà organizzato a maggio un seminario sul servizio ILL-DD in collaborazione con la BUG.

4) A conclusione del suo intervento, il dr. Pavoletti illustra i tempi di realizzazione del software SBN2 di Almaviva (ex Finsiel), che conterrà gli adeguamenti a SBN INDICE 2, comprendendo i dati grafici, musicali, cartografici e una nuova impostazione dei servizi gestionali.

5) Infine, si conviene sull’approfondimento del progetto di opac provinciale, qualificante per gli sviluppi biblio-informatici del Sistema Bibliotecario Provinciale.

I partecipanti, escluso naturalmente il dr. Pavoletti, intervenuto in veste istituzionale per fornire informazioni sulla normativa e le prospettive del Polo regionale SBN, concludono la riunione evidenziando i seguenti punti:

1) manifestano preoccupazione sul disimpegno regionale per le figure professionali bibliotecarie che, in assenza di una legislazione in materia, rischia di produrre una diffusa dequalificazione, favorendo la conversione delle attuali figure bibliotecarie in figure solo amministrative contabili di second’ordine rispetto a quelle istituzionali e precludendo l’accesso ai ruoli ai giovani laureati.

2) confermano la preferenza per la vecchia normativa regionale, certamente bisognosa di miglioramento e aggiornamento, ma, in particolare la L.*R. 61/1978, utile legge di sistema e non certo legge clientelare, come erroneamente creduto in disinformati ambienti politici.


articolo di Emilio Bertocci

Questionario sul software libero nelle biblioteche digitali

La Fondazione Rinascimento Digitale promuove una indagine sull’uso del software libero nelle biblioteche digitali.

Si tratta di alcuni questionari che si possono compilare online dall’indirizzo http://surveys.rinascimento-digitale.info/.

E’ una iniziativa molto interessante, speriamo che raccolga molte risposte.

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