Due annotazioni sulle REICAT da una prima lettura.
1. A proposito delle intestazioni
A mio avviso occorreva rinunciare a parlare di intestazione principale, etc. Nello spirito di FRBR, per esempio il traduttore è un punto di accesso all’espressione e non serve dire che è secondario.
Io avrei fatto così:
opera – legame autore ( = creatore) fino a tre autori: legame tipo O
espressione – legame con traduttore, curatore, editor: legame tipo E
manifestazione (pubblicazione) – legame con prefatore, editore: legame tipo MP o nessun legame
Avrei qualche riserva sull’illustratore, che può essere creatore o parte dell’espressione a seconda del ruolo che svolge caso per caso.
Nelle REICAT espressione e manifestazione si sovrappongono, come viene ammesso implicitamente nella reiterata formula “per l’espressione o per la pubblicazione”.
2. Titoli collettivi uniformi
Sui titoli collettivi uniformi noto troppa meticolosità per un impiego facoltativo. In questo caso, stabilita la regola di adottare l’espressione “opere”, non avrei sobbarcato il catalogatore dell’impegno di ricercare i “generi letterari” (con la maledizione di Croce) attribuiti all’autore, ma sarei ricorso in appendice a un elenco esemplificativo, includendo anche termini a carattere disciplinare (opere filosofiche, opere politiche), stilistici (epigrammi), tematici (racconti polizieschi): sono tutti tentativi appropriati se la finalità è specificare il termine generico “opere”.
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