Appello al Capo della Stato per la BNCF

L’Associazione Lettori della Biblioteca Nazionale di Firenze ha pubblicato un appello al Capo dello Stato sulla situazione della stessa BNCF. Ne riproduciamo di seguito il testo.

Tutti possono sottoscrivere l’appello tramite il sito Petizioni Online

Signor Presidente,

la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che è tra le biblioteche più antiche e ricche d’Italia, ha conseguito di recente l’autonomia, ma è priva di risorse effettive: riesce a ottenere, nella migliore delle ipotesi, finanziamenti che non consentono una programmazione e non garantiscono il futuro. Rischia perciò la riduzione dei servizi sia esterni sia interni. In prospettiva, se ne paventa la chiusura al pubblico, contro i compiti istituzionali definiti nella legge fin dall’Ottocento. Basti pensare che la dotazione ordinaria è stata dimezzata; il personale, che nel 1996 contava 334 unità, oggi è ridotto a 209 dipendenti.

La BNCF è l’istituto più prestigioso di un sistema nazionale unico per qualità e quantità: con la gemella Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele” di Roma costituisce l’asse portante della nostra cultura nazionale, nodo di una rete di centri di ricerca che conservano un patrimonio straordinario di libri, documenti e manoscritti, tale da far riconoscere nell’Italia intera una capitale europea della cultura. Per questa ragione il sostegno dei servizi delle Biblioteche Nazionali e degli Archivi Italiani deve fondarsi sull’azione dello Stato, che è in grado di garantire la continuità di compiti e funzioni e di realizzare il valore potenziale per il pubblico servizio, recuperando la visione originaria ed indirizzando l’istituzione verso l’apertura alla cittadinanza.

L’insufficienza di risorse, attualmente generale, lascia prevedere il rapido deterioramento fino alla compromissione della cultura scritta finora salvaguardata, che sta tra le forme più preziose della civiltà moderna. Non può sopperire a questa esigenza il progetto, pure apprezzabile, della digitalizzazione di vari Fondi delle Biblioteche Nazionali, che deve costituire augurabilmente un ausilio, senza intralciare il normale funzionamento di tali istituzioni.

Tanto più gravemente, la crisi viene a coincidere con la scadenza anniversaria del 150° dell’Unità d’Italia, che ricorre nel 2011: ma tale circostanza suggerirebbe invece di promuovere il rilancio ed il rinnovamento delle Biblioteche Nazionali quale evento celebrativo principale, capace di imprimere nuovo slancio all’attività di istituzioni esemplari nell’organizzazione culturale del Paese, e di lasciare un segno tangibile e benefico. A tale scopo, per quanto riguarda la Nazionale, urge l’ampliamento degli spazi di conservazione e il restauro dei locali della ex-caserma “Curtatone e Montanara” di via Tripoli, promessa da tempo alla Biblioteca per la costituzione dell’emeroteca, senza che sia cominciato ancora il previsto e indispensabile intervento.

La gravità della situazione, che non tollera ritardi, ci ha persuaso dell’opportunità di rivolgerci a Lei che, nel Suo ruolo di superiore garante della Costituzione e dunque anche della cultura nazionale, avverte certamente la necessità di superare al più presto le difficoltà in cui versa tutto il settore.

Rappresentando la profonda preoccupazione di quanti hanno a cuore le sorti della cultura nazionale, facciamo affidamento sulla sensibilità per i problemi del mondo della ricerca, di cui Lei ha dato prova anche di recente, per un intervento efficace e risolutivo.

Nel ringraziarLa vivamente per l’attenzione, porgiamo saluti rispettosi e cordiali

Associazione Lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
“Gianni Isola”

Firenze, 18 novembre 2009

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4 Risposte

  1. Concordo con il testo, auspicando massima diffusione.

  2. Per facilitare la firma dell’appello questo è il LINK diretto:
    http://www.petizionionline.it/petizione/appello-al-capo-dello-stato-sulle-biblioteche-nazionali-italiane/421

  3. Anziché brontolare col senno di poi sulla scarsità di personale, si poteva evitare di cercarsi guai riqualificandolo il blocco peggio che ai tempi del sei politico, trovandosi più generali che soldati. Se non si riesce a tirare avanti con le attività ordinarie, è perché si incentiva la partecipazione a progetti keynesiani di scavare buche e tappare buche, e soprattutto ci si preoccupa troppo in sede locale di garantire a priori che tutti i dipendenti partecipino, lottizzando i fondi da distribuire senza la minima considerazione di razionale gestione delle risorse umane. In base al recente contratto integrativo del Mibac, se io copro la fascia antimeridiana e il mio compare quella pomeridiana non abbiamo l’indennità di turno, che è invece erogata se facciamo metà e metà, senza il minimo vantaggio per il servizio. E sarebbe da vedere in quante biblioteche i turnisti sono veramente tali, stabilendo per ogni fascia oraria quanti ci devono essere profilo per profilo, o invece ci si distribuisce a casaccio su due fasce, garantendo magari la continuità solo dell’apertura pura, ma non dei singoli servizi.

  4. Finalmente si parla di problemi “veri”. Complimenti a “xx”
    Questi sono gli argomenti di cui dovrebbero occuparsi i Convegni dei bibliotecari!
    Gli utenti non possono essere così informati ma nella sostanza sono meccanismi che si avvertono anche restando “dall’altra parte del banco” della distribuzione. Servizi inteni chiusi o sospesi “per mancanza di personale” mentre nell’ufficio accanto sono in due o tre e sembrano avere pocoda fare oltre a “farsi compagnia”. Ricordo che pochi anni fa la BNCF ha interrotto per mesi i servizi pomeridiani “per dare la possibilità ai dipendenti di partecipare ad un corso-concorso per C riservato agli interni” (evidentemente di massa, evidentemente la formazione interna non si può fare la sera o a turni, senza interrompere i servizi); la sede fiorentina del corso era la vicina biblioteca degli Uffizi che quindi a sua volta ichiudeva al pubblico (volete anche un cappuccino accanto al mouse???). Non si capisce perché, lamentado carenza di personale, nelle postazioni di sorveglianza all’ingresso siano spesso due o più ma nessuno in grado di rilasciare la tessera d’entrata, per la quale occorre lì accanto altro personale “specializzato”. Lo stesso nella sorveglianza nelle sale riservate dove spesso stanno in due con il risultato che anziché guardare verso i libri sui tavoli si guardano tra loro per raccontarsi l’ultima puntata del Grande Fratello o le ultime novità (tra l’altro disturbando i lettori): nel frattempo la sala lettura al piano terra resta priva di sorveglianza (a strarci da soli ci si annoia troppo?). Lo stesso alla distribuzione: due è il nimero minimo di personale, al limite si chiude ore prima il servizio ma non sia mai che ogni persona lavori da sola per coprire alla fine una fascia oraria più lunga! A piano terra poi il personale è spezzato in tre “uffici” che si affaciano sullo stesso salone e distanti solo due metri (che così sembrano 10 km!): Distribuzione Prestito e Informazioni/Urp insieme avrebbero personale per tenere aperto fino a mezzanotte, ma “opportunamente” separati tra loro e “progettando ad hoc” mansioni mai intercambiabili, per tutti è garantito che si va a casa presto!!!

    Bravi bibliotecari, come siete furbi!
    Continuate così … finché non vi crollerà tutto addosso!

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