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	<title>Commenti per Amici delle biblioteche</title>
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	<description>Utenti, bibliotecari, biblioteche in Liguria e non solo</description>
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		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-340</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 15:54:52 +0000</pubDate>
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		<description>Una nuova puntata, tristemente surreale.

E&#039; appena arrivata la risposta del Ministro (affidata in realtà alla Direzione Generale Beni Librari) all&#039;appello pubblico fatto - in occasione dell&#039;annuncio della sospensione dei servizi - dalla Associazione Lettori della Bncf  (coordinata da Pola Poletto).

Come si vede la risposta è totalmente inutile per chi ha bisogno o ha a cuore la biblioteca, e spera (o continua ad illudersi) che prima o poi le nostre Biblioteche Pubbliche smettano di essere un Soggiorno per sedicenti &quot;bibliotecari&quot; e si trasformino in Servizi Pubblici.
Ancora una volta si dimostra che l&#039;&#039;utente non deve disturbare i bibliotecari, ed effettivamente può solo tacere - tanto nessuno lo prende sul serio -. Oppure deve unirsi al coro di chi non può &quot;sottacere i meriti dell&#039;azione svolta dalla biblioteca&quot;.

Secondo me. tre parole sono l&#039;unico commento possibile per questa inutile risposta (e non è la prima di questo tenore):

dissimulazione &amp; inerzia colpevole

A voi l&#039;alto pensiero dell&#039;Alta Direzione;
a proposito, ,,, quando andrete a leggere qualche libro in Bncf, ricordatevi di &quot;lasciare pulito&quot;:


&quot;OGGETTO: stato della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze di cui alla lettera aperta dell&#039;Associazione &quot;Gianni Isola&quot;


La lettera aperta che codesta Associazione ha inviato il 2 luglio u.s. al Ministero, a quotidiani, riviste e siti Internet richiama problematiche assai ampie note a questa Direzione Generale e meritevoli di una risposta articolata..

Il costo delle riproduzioni è determinato in linea generale dalle società che si aggiudicano la concessione del servizio..

L&#039;accesso a internet, invece, nella Biblioteca Nazionale Centrale come in numerose altre biblioteche statali è riservato alle finalità di studio e, di conseguenza, limitato ai siti culturali..

I restanti problemi indicati nella lettera aperta, rilevanti e fondamentali per il servizio, rimandano essenzialmente a due criticità: la carenza di personale e la carenza di fondi..

E&#039; questa la ragione per cui la Biblioteca presenta ritardi nella catalogazione, non dovuti certo alla mancanza di impegno o di responsabilità, ma a fondati motivi oggettivi, che non permettono di trattare in tempo reale tutto il materiale che perviene in base alla legge sul deposito legale..

Il cattivo odore che si avverte nell&#039;ingresso (come, apprendiamo, nel resto del quartiere) in alcuni giorni con particolari condizioni climatiche, è dovuto a problemi della fognatura comunale, per la quale sono stati richiesti specifici interventi; non risulta invece che l&#039;illuminazione sia insufficiente negli ambienti di studio; i tavoli inoltre vengono spolverati ogni giorno, per cui l&#039;eventuale sporcizia (che gli utenti ben fanno a segnalare) può essere solo imputata al lettore precedente..

Tali problematiche, che riguardano la totalità delle biblioteche dipendenti da questo Ministero, non devono indurre a sottacere i meriti dell&#039;azione svolta localmente dalla Biblioteca Nazionale Centrale, a fronte degli innumerevoli impegni che essa sostiene giornalmente nonostante le reali criticità di cui si è detto.. si pensi anche agli sforzi che hanno consentito alla Biblioteca l&#039;ottenimento della certificazione di qualità ISO/9001, che non è indice di uno stile autoreferenziale, ma è la formalizzazione di un&#039;effettiva condizione di eccellenza della Biblioteca che continua comunque a svolgere il suo prestigioso ruolo (diverso sicuramente da quello delle biblioteche degli enti locali, compresa la Biblioteca comunale cui si accenna nella lettera)..

Assieme all&#039;impegno di operare per il migliore sviluppo della cultura e dei suoi strumenti, la Biblioteca ci ha ribadito nel frattempo, per il tramite della sua direzione, l&#039;intendimento ad offrire comunque estrema e costante disponibilità al dialogo ed a un confronto aperto con il pubblico, al fine di ottenere un raggiungimento degli obiettivi comuni, nel rispetto dei suoi fini istituzionali&quot;



Aggiungo che una Associazione di cittadini/utenti con un interlocutore che si pone in questo modo è del tutto ininfluente e quindi inutile; ma almeno può essere la &quot;memoria&quot; degli utenti: sappiate con chi avete a che fare! 
E&#039; bene quindi ricordare quanto già scritto nel 1994, dal primo coordinatore della Associazione Lettori:


“Ai lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze – Dicembre 1994.

Al termine del primo anno di attività della nostra associazione, che conta circa cento menbri, ed in vista del rinnovo del suo Consiglio direttivo, vorrei ripercorrere i momenti salienti e sottolineare i risultati raggiunti nel corso del mio periodo di coordinamento. [ ... ]

Da marzo-aprile dell’anno in corso abbiamo notato un progressivo logoramento di questi già difficili rapporti; gli incontri programmati sono stati rimandati e non hanno avuto luogo.

La collaborazione che avevamo offerto, denunciando nella lettera pubblica al ministro Ronchey sul numero di febbraio 1994 della “Rivista dei libri” lo stato comatoso di una delle più prestigiose istituzioni per la ricerca in Italia, è stato concretamente rifiutatata da chi poi aveva materialmente redatto la risposta di Ronchey [il riferimento è all&#039;ex Direttore Generale Beni Librari (fino al 2006), dottor Sicilia], degna del miglior “Condide” voltairriano. [ ... ].

Per di più il tentativo della direzione [il riferimento è alla dottoressa Carla Guiducci Bonanno] di imporre un provvedimento di trenta giorni di chiusura estiva per il mese di agosto, precipitosamente ritirato di fronte all’impensabile “sit in” promosso dalla nostra associazione, ha provocato un raffredamento dei rapporti reciproci e il rinvio “sine die” degli incontri programmati. [ ... ].

I migliori auguri di buon lavoro.

Gianni Isola (Coordinatore)”.



Concluderei ribadendo (come ho già fatto in passato) ad eventuali giovani utenti desiderosi di impegnarsi per stimolare l&#039;amministrazione responsabile delle nostre biblioteche, di fare tesoro dell&#039;esperienza ultra decennale della Associazione Lettori, evitanto di farsi prendere in giro prescindendo e scavalcando interlocutori simili, e qundi segnalando possibili disservizi ed irregolarità direttamente all&#039;Autorità Giudiziaria, che qualora ritenga opportuno intervenire sui fatti segnalati, saprà - speriamo - come ottenere risposte più serie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova puntata, tristemente surreale.</p>
<p>E&#8217; appena arrivata la risposta del Ministro (affidata in realtà alla Direzione Generale Beni Librari) all&#8217;appello pubblico fatto &#8211; in occasione dell&#8217;annuncio della sospensione dei servizi &#8211; dalla Associazione Lettori della Bncf  (coordinata da Pola Poletto).</p>
<p>Come si vede la risposta è totalmente inutile per chi ha bisogno o ha a cuore la biblioteca, e spera (o continua ad illudersi) che prima o poi le nostre Biblioteche Pubbliche smettano di essere un Soggiorno per sedicenti &#8220;bibliotecari&#8221; e si trasformino in Servizi Pubblici.<br />
Ancora una volta si dimostra che l&#8221;utente non deve disturbare i bibliotecari, ed effettivamente può solo tacere &#8211; tanto nessuno lo prende sul serio -. Oppure deve unirsi al coro di chi non può &#8220;sottacere i meriti dell&#8217;azione svolta dalla biblioteca&#8221;.</p>
<p>Secondo me. tre parole sono l&#8217;unico commento possibile per questa inutile risposta (e non è la prima di questo tenore):</p>
<p>dissimulazione &amp; inerzia colpevole</p>
<p>A voi l&#8217;alto pensiero dell&#8217;Alta Direzione;<br />
a proposito, ,,, quando andrete a leggere qualche libro in Bncf, ricordatevi di &#8220;lasciare pulito&#8221;:</p>
<p>&#8220;OGGETTO: stato della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze di cui alla lettera aperta dell&#8217;Associazione &#8220;Gianni Isola&#8221;</p>
<p>La lettera aperta che codesta Associazione ha inviato il 2 luglio u.s. al Ministero, a quotidiani, riviste e siti Internet richiama problematiche assai ampie note a questa Direzione Generale e meritevoli di una risposta articolata..</p>
<p>Il costo delle riproduzioni è determinato in linea generale dalle società che si aggiudicano la concessione del servizio..</p>
<p>L&#8217;accesso a internet, invece, nella Biblioteca Nazionale Centrale come in numerose altre biblioteche statali è riservato alle finalità di studio e, di conseguenza, limitato ai siti culturali..</p>
<p>I restanti problemi indicati nella lettera aperta, rilevanti e fondamentali per il servizio, rimandano essenzialmente a due criticità: la carenza di personale e la carenza di fondi..</p>
<p>E&#8217; questa la ragione per cui la Biblioteca presenta ritardi nella catalogazione, non dovuti certo alla mancanza di impegno o di responsabilità, ma a fondati motivi oggettivi, che non permettono di trattare in tempo reale tutto il materiale che perviene in base alla legge sul deposito legale..</p>
<p>Il cattivo odore che si avverte nell&#8217;ingresso (come, apprendiamo, nel resto del quartiere) in alcuni giorni con particolari condizioni climatiche, è dovuto a problemi della fognatura comunale, per la quale sono stati richiesti specifici interventi; non risulta invece che l&#8217;illuminazione sia insufficiente negli ambienti di studio; i tavoli inoltre vengono spolverati ogni giorno, per cui l&#8217;eventuale sporcizia (che gli utenti ben fanno a segnalare) può essere solo imputata al lettore precedente..</p>
<p>Tali problematiche, che riguardano la totalità delle biblioteche dipendenti da questo Ministero, non devono indurre a sottacere i meriti dell&#8217;azione svolta localmente dalla Biblioteca Nazionale Centrale, a fronte degli innumerevoli impegni che essa sostiene giornalmente nonostante le reali criticità di cui si è detto.. si pensi anche agli sforzi che hanno consentito alla Biblioteca l&#8217;ottenimento della certificazione di qualità ISO/9001, che non è indice di uno stile autoreferenziale, ma è la formalizzazione di un&#8217;effettiva condizione di eccellenza della Biblioteca che continua comunque a svolgere il suo prestigioso ruolo (diverso sicuramente da quello delle biblioteche degli enti locali, compresa la Biblioteca comunale cui si accenna nella lettera)..</p>
<p>Assieme all&#8217;impegno di operare per il migliore sviluppo della cultura e dei suoi strumenti, la Biblioteca ci ha ribadito nel frattempo, per il tramite della sua direzione, l&#8217;intendimento ad offrire comunque estrema e costante disponibilità al dialogo ed a un confronto aperto con il pubblico, al fine di ottenere un raggiungimento degli obiettivi comuni, nel rispetto dei suoi fini istituzionali&#8221;</p>
<p>Aggiungo che una Associazione di cittadini/utenti con un interlocutore che si pone in questo modo è del tutto ininfluente e quindi inutile; ma almeno può essere la &#8220;memoria&#8221; degli utenti: sappiate con chi avete a che fare!<br />
E&#8217; bene quindi ricordare quanto già scritto nel 1994, dal primo coordinatore della Associazione Lettori:</p>
<p>“Ai lettori della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze – Dicembre 1994.</p>
<p>Al termine del primo anno di attività della nostra associazione, che conta circa cento menbri, ed in vista del rinnovo del suo Consiglio direttivo, vorrei ripercorrere i momenti salienti e sottolineare i risultati raggiunti nel corso del mio periodo di coordinamento. [ ... ]</p>
<p>Da marzo-aprile dell’anno in corso abbiamo notato un progressivo logoramento di questi già difficili rapporti; gli incontri programmati sono stati rimandati e non hanno avuto luogo.</p>
<p>La collaborazione che avevamo offerto, denunciando nella lettera pubblica al ministro Ronchey sul numero di febbraio 1994 della “Rivista dei libri” lo stato comatoso di una delle più prestigiose istituzioni per la ricerca in Italia, è stato concretamente rifiutatata da chi poi aveva materialmente redatto la risposta di Ronchey [il riferimento è all'ex Direttore Generale Beni Librari (fino al 2006), dottor Sicilia], degna del miglior “Condide” voltairriano. [ ... ].</p>
<p>Per di più il tentativo della direzione [il riferimento è alla dottoressa Carla Guiducci Bonanno] di imporre un provvedimento di trenta giorni di chiusura estiva per il mese di agosto, precipitosamente ritirato di fronte all’impensabile “sit in” promosso dalla nostra associazione, ha provocato un raffredamento dei rapporti reciproci e il rinvio “sine die” degli incontri programmati. [ ... ].</p>
<p>I migliori auguri di buon lavoro.</p>
<p>Gianni Isola (Coordinatore)”.</p>
<p>Concluderei ribadendo (come ho già fatto in passato) ad eventuali giovani utenti desiderosi di impegnarsi per stimolare l&#8217;amministrazione responsabile delle nostre biblioteche, di fare tesoro dell&#8217;esperienza ultra decennale della Associazione Lettori, evitanto di farsi prendere in giro prescindendo e scavalcando interlocutori simili, e qundi segnalando possibili disservizi ed irregolarità direttamente all&#8217;Autorità Giudiziaria, che qualora ritenga opportuno intervenire sui fatti segnalati, saprà &#8211; speriamo &#8211; come ottenere risposte più serie!</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-336</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 16:56:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=111#comment-336</guid>
		<description>Continuo a considerarla una &quot;missione impossibile&quot;, ma non sono un tecnico, è una sensazione, considerando l&#039;espansione continua che ha la Rete.

La mia differenza per l&#039;entusiasmo dei bibliotecari (e rispettive amministrazioni) agli accessi digitali deriva dal contesto nel quale si vogliono applicare ed anche dalla strategia della &quot;conservazione&quot; che appare giudare l&#039;introduzione di quelle &quot;innovazioni&quot;.

1) Per il contesto, bisognerebbe prendere atto che le nostre Centrali (e molte antiche) non sono in grado di offrire un servizio di lettura in sede decente (ricordo solo l&#039;assenza di aperture serali e festive aggravata dalle recenti riduzioni all&#039;orario &quot;normale&quot;, che resta quello in &quot;certe ore del giorno, in cui per l&#039;appunto una gran parte del pubblico, che ha più spesso bisogno di frequentare la Biblioteca , pe causa dei propri impegni particolari non può approfittarne..&quot;).
Quindi la diffidenza verso questi annunci deriva dalla constatazione che non si ha il senso delle priorità e della gravità dello stato del servizio &quot;tradiziomale&quot;: data la situazione, ogni euro disponibile dovrebbe essere destinato ai servizi in sede. Proseguire in questa strada porterà a biblioteche &quot;contraddittorie&quot;, analoghe a quelle vecchie utilitarie ridicole che a qualcuno piace &quot;rinnovare&quot; con innesti dei più avanzati alettoni in carbonio e con rumorosi ed appariscenti accessori sportivi che ricordano le auto da F1 (ma la macchina resta scassata!).

2) La &quot;strategia della conservazione&quot; applicata ad una tecnologia moderna è esplicitata dall&#039;articolo citato. 
Se le biblioteche antiche si comportassero da Biblioteche Pubbliche gli accessi digitali sarebbero vissuti come uno straordinario strumento di sviluppo della lettura in sede, di promozione del posseduto, per attrarre &quot;una gran parte del pubblico&quot; in Biblioteca. Anche in questo caso però - perché la promozione possa alla fine funzionare - la Biblioteca deve PRIMA prepararsi ad accogliere il maggior pubblico potenzialmente incuriosito ed attratto dalla maggiore conoscenza del posseduto, grazie alla digitalizzazione. Una &quot;sana&quot; strategia di digitalizzazione presuppone quindi di investire preventivamente sulla biblioteca &quot;tradizionale&quot;, o meglio, su tutti i servizi principali di una Biblioteca, quelli che agevolano la lettura in sede.
Invece appare chiaro che si punta sulla digitalizzazione per SOSTITUIRLA alla fruizione in sede e &quot;liberarsi&quot; el fastidio e dell&#039;assillo del Lettore!
E infatti, ripeto, quanto in realtà fino ad oggi le due Centrali abbiano ritenuto poco &quot;importatnte&quot; per gli utenti la massima circolazione e diffusione dei testi digitali è indicato dal divieto di accedere ai motori di ricerca per internet dalle postazioni oggi disponibili in sede.
Il digitale piace a quei bibliotecari solo se ha l&#039;effetto finale di ridurre il numero di utenti che vanno volentieri in biblioteca! 

Per concludere, troverei serio che i fondi destinati alla digitalizzazione del posseduto fossero in futuro condizionati in modo che possano accedervi e continuare ad attingervi solo quegli istituti che presentino progetti in cui la difitalizzazione sia strumentale alla fruizione dei libri posseduti (non a &quot;rendere inutile recarsi in biblioteca&quot;!!!) e dimostrino di essersi attrezzati per gestire la maggior domanda di lettura in sede indotta ad quegli investimenti (una domanda potenziale che qualche ufficio dell&#039;Istat sarà sicuramente in grado di stimare).

Come vedi non pensavo affatto a &quot;fare la guerra&quot; ad internet per costringere le persone ad andare in biblioteca.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Continuo a considerarla una &#8220;missione impossibile&#8221;, ma non sono un tecnico, è una sensazione, considerando l&#8217;espansione continua che ha la Rete.</p>
<p>La mia differenza per l&#8217;entusiasmo dei bibliotecari (e rispettive amministrazioni) agli accessi digitali deriva dal contesto nel quale si vogliono applicare ed anche dalla strategia della &#8220;conservazione&#8221; che appare giudare l&#8217;introduzione di quelle &#8220;innovazioni&#8221;.</p>
<p>1) Per il contesto, bisognerebbe prendere atto che le nostre Centrali (e molte antiche) non sono in grado di offrire un servizio di lettura in sede decente (ricordo solo l&#8217;assenza di aperture serali e festive aggravata dalle recenti riduzioni all&#8217;orario &#8220;normale&#8221;, che resta quello in &#8220;certe ore del giorno, in cui per l&#8217;appunto una gran parte del pubblico, che ha più spesso bisogno di frequentare la Biblioteca , pe causa dei propri impegni particolari non può approfittarne..&#8221;).<br />
Quindi la diffidenza verso questi annunci deriva dalla constatazione che non si ha il senso delle priorità e della gravità dello stato del servizio &#8220;tradiziomale&#8221;: data la situazione, ogni euro disponibile dovrebbe essere destinato ai servizi in sede. Proseguire in questa strada porterà a biblioteche &#8220;contraddittorie&#8221;, analoghe a quelle vecchie utilitarie ridicole che a qualcuno piace &#8220;rinnovare&#8221; con innesti dei più avanzati alettoni in carbonio e con rumorosi ed appariscenti accessori sportivi che ricordano le auto da F1 (ma la macchina resta scassata!).</p>
<p>2) La &#8220;strategia della conservazione&#8221; applicata ad una tecnologia moderna è esplicitata dall&#8217;articolo citato.<br />
Se le biblioteche antiche si comportassero da Biblioteche Pubbliche gli accessi digitali sarebbero vissuti come uno straordinario strumento di sviluppo della lettura in sede, di promozione del posseduto, per attrarre &#8220;una gran parte del pubblico&#8221; in Biblioteca. Anche in questo caso però &#8211; perché la promozione possa alla fine funzionare &#8211; la Biblioteca deve PRIMA prepararsi ad accogliere il maggior pubblico potenzialmente incuriosito ed attratto dalla maggiore conoscenza del posseduto, grazie alla digitalizzazione. Una &#8220;sana&#8221; strategia di digitalizzazione presuppone quindi di investire preventivamente sulla biblioteca &#8220;tradizionale&#8221;, o meglio, su tutti i servizi principali di una Biblioteca, quelli che agevolano la lettura in sede.<br />
Invece appare chiaro che si punta sulla digitalizzazione per SOSTITUIRLA alla fruizione in sede e &#8220;liberarsi&#8221; el fastidio e dell&#8217;assillo del Lettore!<br />
E infatti, ripeto, quanto in realtà fino ad oggi le due Centrali abbiano ritenuto poco &#8220;importatnte&#8221; per gli utenti la massima circolazione e diffusione dei testi digitali è indicato dal divieto di accedere ai motori di ricerca per internet dalle postazioni oggi disponibili in sede.<br />
Il digitale piace a quei bibliotecari solo se ha l&#8217;effetto finale di ridurre il numero di utenti che vanno volentieri in biblioteca! </p>
<p>Per concludere, troverei serio che i fondi destinati alla digitalizzazione del posseduto fossero in futuro condizionati in modo che possano accedervi e continuare ad attingervi solo quegli istituti che presentino progetti in cui la difitalizzazione sia strumentale alla fruizione dei libri posseduti (non a &#8220;rendere inutile recarsi in biblioteca&#8221;!!!) e dimostrino di essersi attrezzati per gestire la maggior domanda di lettura in sede indotta ad quegli investimenti (una domanda potenziale che qualche ufficio dell&#8217;Istat sarà sicuramente in grado di stimare).</p>
<p>Come vedi non pensavo affatto a &#8220;fare la guerra&#8221; ad internet per costringere le persone ad andare in biblioteca.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di beppe2</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-335</link>
		<dc:creator>beppe2</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 12:07:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=111#comment-335</guid>
		<description>L&#039;archiviazione di Internet è una cosa quanto mai seria: oltre ad essere prevista in Italia dalla normativa sul deposito legale, è un problema che preoccupa ovunque per il rischio di facile dispersione dei contenuti pubblicati sul web, che sono di gran lunga meno stabili di qualunque supporto scrittorio tradizionale. Un sito può sparire da un momento all&#039;altro senza che rimanga traccia del suo contenuto, magari neppure presso chi il sito l&#039;aveva creato, se gli viene in mente di cancellare tutti i suoi file. Già molti anni fa per affrontare questo problema era nata la cosiddetta &lt;i&gt;Wayback Machine&lt;/i&gt; che archivia periodicamente versioni diverse di innumerevoli siti, e ora è parte di &lt;a href=&quot;http://www.archive.org&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Internet Archive&lt;/a&gt;. Sul fronte delle biblioteche nazionali, si può citare il programma di archiviazione della &lt;a href=&quot;http://www.bl.uk/aboutus/stratpolprog/digi/webarch/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;British Library&lt;/a&gt;.

Devo dire poi che non riesco a seguirti nella diffidenza per l&#039;accesso ai contenuti in formato digitale. Che cosa dovrebbero fare i bibliotecari: impedire l&#039;accesso da remoto alle risorse per far sì che la gente vada in biblioteca?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;archiviazione di Internet è una cosa quanto mai seria: oltre ad essere prevista in Italia dalla normativa sul deposito legale, è un problema che preoccupa ovunque per il rischio di facile dispersione dei contenuti pubblicati sul web, che sono di gran lunga meno stabili di qualunque supporto scrittorio tradizionale. Un sito può sparire da un momento all&#8217;altro senza che rimanga traccia del suo contenuto, magari neppure presso chi il sito l&#8217;aveva creato, se gli viene in mente di cancellare tutti i suoi file. Già molti anni fa per affrontare questo problema era nata la cosiddetta <i>Wayback Machine</i> che archivia periodicamente versioni diverse di innumerevoli siti, e ora è parte di <a href="http://www.archive.org" rel="nofollow">Internet Archive</a>. Sul fronte delle biblioteche nazionali, si può citare il programma di archiviazione della <a href="http://www.bl.uk/aboutus/stratpolprog/digi/webarch/" rel="nofollow">British Library</a>.</p>
<p>Devo dire poi che non riesco a seguirti nella diffidenza per l&#8217;accesso ai contenuti in formato digitale. Che cosa dovrebbero fare i bibliotecari: impedire l&#8217;accesso da remoto alle risorse per far sì che la gente vada in biblioteca?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-332</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 18:29:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=111#comment-332</guid>
		<description>Vorrei far notare la schizzofrenia delle nostre &quot;grandi&quot; biblioteche e dei bibliotecari che le dirigono.

Qui abbiamo registrato come sia la BNCR che la BNCF non siano in grado di garantire le funzioni di base (la lettura in sede del posseduto) ufficialmente per mancanza di fondi (secondo me anche perché quelle funzioni da tempo non sono tra gli obiettivi che si pongono le biblioteche, come si evidenzia dalla pessima organizzazione dei servizi).

Dall&#039;articolo di giornale che segnalo qui sotto, si apprende invece che (ad esempio) la Nazionale di Firenze (dato che un mese sì e l&#039;atro pure minaccia di interrompere i servizi e chiudere per mancanza di fondi e personale) prevede di aggiungere a quanto fino ad oggi fanno male nuove attività, e spendere:

580 mila euro per archiviare internet (nessuno nota che paradossalmente in quella biblioteca navigare su internet è vietato!!!). 
[Tral&#039;altro mi pare un obiettivo irraggiungibile, un pozzo senza fondo di spesa, come se il ministero dell&#039;ambiente volesse conservare e catalogare campioni di aria inquinata nei milioni di &quot;siti&quot; dell&#039;Italia o il Ministero della salute conservasse archiviasse campioni di sangue di tutti i cittadini per monitorare come si modificano ogni 24 ore!]

200 mila euro per appaltare magazzini robottizzati (utilissimi dato che la biblioteca non si fa problemi a chiudere i servizi il pomeriggio non appena 1 dipendente si assenta dal lavoro: diminuisce l&#039;orario di apertura ma aumenterà (?) la velocità di distribuzione dei libri: sarà sufficiente imparare a leggere più velocemente ed i vantaggi saranno evidenti!!!)

In un altro articolo ((La proposta Al convegno della Library Association. CLIC, SI LEGGE in, Corriere fiorentino, 20.08.2009, p. 11) si racconta dell&#039;interesse  del Ministero per far digitalizzare i libri della Bncf da Google Book, con questa &quot;strategia&quot;, rendere inutile andare in biblioteca e creare la biblioteca senza lettori:

&quot;&quot;Sembra così che Google Libri sia un&#039;opportunità da non mancare, sia per gli utenti che per le biblioteche. Ma cosa diventerebbe allora la biblioteca, senza lettori e studiosi? &quot;Credo che in futuro un utente non avrà più bisogno di venire in biblioteca. Si potranno utilizzare i cataloghi in linea, le opere on line e consultare i documenti comodamente da casa. Ciò non muterà però, il lavoro dei bibliotecari che dovranno comunque catalogare, sviluppare i dati e archiviare le opere&quot;.&quot; 


Allora. Il problema sono la mancanza di fondi per le biblioteche o per quali fini debbano essere spesi? cosa sia una Biblioteca Pubblica? quale sia il lavoro  dei bibliotecari? 

VEDI:
&quot;Biblioteca nazionale
Metti il web in archivio&quot;
in:
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/2009/30-giugno-2009/metti-web-archivio--1601520299294.shtml</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei far notare la schizzofrenia delle nostre &#8220;grandi&#8221; biblioteche e dei bibliotecari che le dirigono.</p>
<p>Qui abbiamo registrato come sia la BNCR che la BNCF non siano in grado di garantire le funzioni di base (la lettura in sede del posseduto) ufficialmente per mancanza di fondi (secondo me anche perché quelle funzioni da tempo non sono tra gli obiettivi che si pongono le biblioteche, come si evidenzia dalla pessima organizzazione dei servizi).</p>
<p>Dall&#8217;articolo di giornale che segnalo qui sotto, si apprende invece che (ad esempio) la Nazionale di Firenze (dato che un mese sì e l&#8217;atro pure minaccia di interrompere i servizi e chiudere per mancanza di fondi e personale) prevede di aggiungere a quanto fino ad oggi fanno male nuove attività, e spendere:</p>
<p>580 mila euro per archiviare internet (nessuno nota che paradossalmente in quella biblioteca navigare su internet è vietato!!!).<br />
[Tral'altro mi pare un obiettivo irraggiungibile, un pozzo senza fondo di spesa, come se il ministero dell'ambiente volesse conservare e catalogare campioni di aria inquinata nei milioni di "siti" dell'Italia o il Ministero della salute conservasse archiviasse campioni di sangue di tutti i cittadini per monitorare come si modificano ogni 24 ore!]</p>
<p>200 mila euro per appaltare magazzini robottizzati (utilissimi dato che la biblioteca non si fa problemi a chiudere i servizi il pomeriggio non appena 1 dipendente si assenta dal lavoro: diminuisce l&#8217;orario di apertura ma aumenterà (?) la velocità di distribuzione dei libri: sarà sufficiente imparare a leggere più velocemente ed i vantaggi saranno evidenti!!!)</p>
<p>In un altro articolo ((La proposta Al convegno della Library Association. CLIC, SI LEGGE in, Corriere fiorentino, 20.08.2009, p. 11) si racconta dell&#8217;interesse  del Ministero per far digitalizzare i libri della Bncf da Google Book, con questa &#8220;strategia&#8221;, rendere inutile andare in biblioteca e creare la biblioteca senza lettori:</p>
<p>&#8220;&#8221;Sembra così che Google Libri sia un&#8217;opportunità da non mancare, sia per gli utenti che per le biblioteche. Ma cosa diventerebbe allora la biblioteca, senza lettori e studiosi? &#8220;Credo che in futuro un utente non avrà più bisogno di venire in biblioteca. Si potranno utilizzare i cataloghi in linea, le opere on line e consultare i documenti comodamente da casa. Ciò non muterà però, il lavoro dei bibliotecari che dovranno comunque catalogare, sviluppare i dati e archiviare le opere&#8221;.&#8221; </p>
<p>Allora. Il problema sono la mancanza di fondi per le biblioteche o per quali fini debbano essere spesi? cosa sia una Biblioteca Pubblica? quale sia il lavoro  dei bibliotecari? </p>
<p>VEDI:<br />
&#8220;Biblioteca nazionale<br />
Metti il web in archivio&#8221;<br />
in:<br />
<a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/2009/30-giugno-2009/metti-web-archivio--1601520299294.shtml" rel="nofollow">http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/2009/30-giugno-2009/metti-web-archivio&#8211;1601520299294.shtml</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Censura in biblioteca di beppe2</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/05/28/censura-in-biblioteca/#comment-329</link>
		<dc:creator>beppe2</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 07:19:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=153#comment-329</guid>
		<description>A volte però bisogna vedere di che leggi si tratta ...

Peraltro è da dire che su questo fatto sappiamo abbastanza poco, almeno per quanto mi riguarda, perché finora non ho capito bene che cosa sia stato fatto in biblioteca e quali siano le precise motivazioni della denuncia, cioè perché esattamente qualcuno abbia ritenuto di individuare dei reati in quelle attività.

Anche l&#039;intervento di Ponzani mi pare piuttosto deludente, perché la retorica prevale sull&#039;informazione. Verso tutte quelle tematiche educative applicate alle biblioteche poi sono sempre molto diffidente, perché questo ruolo educativo può a sua volta essere di pretesto per censure: non bastava appellarsi alla neutralità degli intermediari dell&#039;informazione?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A volte però bisogna vedere di che leggi si tratta &#8230;</p>
<p>Peraltro è da dire che su questo fatto sappiamo abbastanza poco, almeno per quanto mi riguarda, perché finora non ho capito bene che cosa sia stato fatto in biblioteca e quali siano le precise motivazioni della denuncia, cioè perché esattamente qualcuno abbia ritenuto di individuare dei reati in quelle attività.</p>
<p>Anche l&#8217;intervento di Ponzani mi pare piuttosto deludente, perché la retorica prevale sull&#8217;informazione. Verso tutte quelle tematiche educative applicate alle biblioteche poi sono sempre molto diffidente, perché questo ruolo educativo può a sua volta essere di pretesto per censure: non bastava appellarsi alla neutralità degli intermediari dell&#8217;informazione?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Censura in biblioteca di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/05/28/censura-in-biblioteca/#comment-327</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 13:23:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=153#comment-327</guid>
		<description>Su AIB notizie 21 (2009), n. 4, interviene Vittorio Ponzani:

In biblioteca nessuna censura

&quot;...Nel corso del laboratorio è stata distribuita la bibliografia Diversamente libri, in cui venivano presentati libri .. che rispondono ai principi contenuti nei Manifesti IFLA/Unesco per le biblioteche pubbliche e per le biblioteche scolastiche: «i materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società (...) [senza] alcuna forma di censura ideologica, politica o religiosa ..
Non dubito quindi che abbia organizzato e gestito tutta l’iniziativa nel pieno rispetto dei principi etici della professione. A lui va tutta la solidarietà mia personale e di «AIB notizie»...&quot;

http://www.aib.it/aib/editoria/n21/0403.htm3

Come non-bibliotecario, utente di biblioteche, i Manifesti ed i principi IFLA non mi danno alcuna garanzia; e trovo il richiamo a &quot;principi etici&quot; ed alla presunt(uos)a &quot;professione&quot; una retorica pesante, inutile ed ormai consunta.
Avrei trovato più rassicurante che (in rispettosa attesa della pronuncia della Magistratura) si fosse sottolineato, semplicemente, la piena fiducia che in quella Biblioteca Pubblica non c&#039;è stata alcuna violazione di Legge.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su AIB notizie 21 (2009), n. 4, interviene Vittorio Ponzani:</p>
<p>In biblioteca nessuna censura</p>
<p>&#8220;&#8230;Nel corso del laboratorio è stata distribuita la bibliografia Diversamente libri, in cui venivano presentati libri .. che rispondono ai principi contenuti nei Manifesti IFLA/Unesco per le biblioteche pubbliche e per le biblioteche scolastiche: «i materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società (&#8230;) [senza] alcuna forma di censura ideologica, politica o religiosa ..<br />
Non dubito quindi che abbia organizzato e gestito tutta l’iniziativa nel pieno rispetto dei principi etici della professione. A lui va tutta la solidarietà mia personale e di «AIB notizie»&#8230;&#8221;</p>
<p><a href="http://www.aib.it/aib/editoria/n21/0403.htm3" rel="nofollow">http://www.aib.it/aib/editoria/n21/0403.htm3</a></p>
<p>Come non-bibliotecario, utente di biblioteche, i Manifesti ed i principi IFLA non mi danno alcuna garanzia; e trovo il richiamo a &#8220;principi etici&#8221; ed alla presunt(uos)a &#8220;professione&#8221; una retorica pesante, inutile ed ormai consunta.<br />
Avrei trovato più rassicurante che (in rispettosa attesa della pronuncia della Magistratura) si fosse sottolineato, semplicemente, la piena fiducia che in quella Biblioteca Pubblica non c&#8217;è stata alcuna violazione di Legge.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Osservazioni sulla traslitterazione dal greco antico nelle REICAT di Matteo  Carrera</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/03/31/osservazioni-sulla-traslitterazione-dal-greco-antico-nelle-reicat/#comment-317</link>
		<dc:creator>Matteo  Carrera</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:17:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=138#comment-317</guid>
		<description>quoto ogni singola parola!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quoto ogni singola parola!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Censura in biblioteca di Oriana51</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/05/28/censura-in-biblioteca/#comment-316</link>
		<dc:creator>Oriana51</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 13:15:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=153#comment-316</guid>
		<description>Siamo a 1761 adesioni all&#039;appello!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo a 1761 adesioni all&#8217;appello!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Censura in biblioteca di francesco Langella</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/05/28/censura-in-biblioteca/#comment-311</link>
		<dc:creator>francesco Langella</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 19:03:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=153#comment-311</guid>
		<description>Oggi, un bambino di nome Gabriele è venuto alla Biblioteca De Amicis e mi ha regalato un suo disegno in cui illustrava lo spettacolo di Geronimo Stilton,arrivato in DEA il 4 giugno per una delle numerose attività del decennale.Nel suo disegno c&#039;è una dedica:Biblioteca De Amicis,  per Francesco con disegnato il logo della DEA a forza 10. Impagabile!!!!!
Grazie a tutti voi e in particolare alll&#039;AIB e a Oriana.
Francesco Langella</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, un bambino di nome Gabriele è venuto alla Biblioteca De Amicis e mi ha regalato un suo disegno in cui illustrava lo spettacolo di Geronimo Stilton,arrivato in DEA il 4 giugno per una delle numerose attività del decennale.Nel suo disegno c&#8217;è una dedica:Biblioteca De Amicis,  per Francesco con disegnato il logo della DEA a forza 10. Impagabile!!!!!<br />
Grazie a tutti voi e in particolare alll&#8217;AIB e a Oriana.<br />
Francesco Langella</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Censura in biblioteca di oriana51</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/05/28/censura-in-biblioteca/#comment-310</link>
		<dc:creator>oriana51</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 22:57:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=153#comment-310</guid>
		<description>A oggi il gruppo di sostegno ha raggiunto le 1.489 adesioni.
Caspita!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A oggi il gruppo di sostegno ha raggiunto le 1.489 adesioni.<br />
Caspita!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-309</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 10:01:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=111#comment-309</guid>
		<description>Sul Corriere fiorentino (inserto locale dell&#039; &quot;autorevole&quot; Corriere della Sera) di oggi c&#039;è una buona parte della mia lettera. Hanno tagliato un poco e anche fatto un&#039;operazione di editing, &quot;migliorando&quot; 
(secondo loro e senza concordare le modifiche) alcune frasi (in fondo non è grave).
Mi dispiace per la replica del Corriere che va sulle solite frasi fatte sulle sale riseervate agli studiosi di tutto il mondo.. il resto dello sforzo di intelligenza dei giornalisti viene di conseguenza, come corollario di questa affermazione.
Che dire ancora di tutta la situazione reale e mediatica di simili biblioteche?
Se lo dice anche il Corriere della Sera sarà proprio così!!?!

Allora torno lì. L&#039;ultima e unica possibilità per eventuali utenti stressati dai bibliotecari &quot;conservatori&quot; ma non rassegnati, è l&#039; esposto / denuncia penale: credo che un Magistrato non cascherebbe nella &quot;gherminella&quot; delle Sale riservate agli studiosi che invece accontenta anche certi &quot;autorevoli&quot; giornalisti.
C&#039;è solo l&#039;imbarazzo della scelta della biblioteca da cui iniziare!!!

Troppo lunga da trascrivere tutto a mano, ecco un estratto della posizione del comunque ospitale (rispetto ad altre testate contattate in passato) Corriere fiorentino:


Pagina 15 
La lettera

LA NAZIONALE SENZA SOLDI E L’AIUTO NON ARRIVA

Abbiamo confuso in una didascalia la Sala manoscritti con la Sala di lettura e ce ne scusiamo ...  Quanto alle altre osservazioni contenute nella lettera (tanto lunga che abbiamo dovuto ridurla e ci scusiamo anche per questo), noi non abbiamo presentato .. un “inchiesta”. Abbiamo dato conto della situazione … (in più abbiamo dato spazio alle considerazioni di un frequentatore famoso della Nazionale...)...
Sull’organizzazione del lavoro e delle sale della biblioteca sarà la direttrice, se vorrà, a replicare. Ma sembra azzardato ipotizzare un’apertura generalizzata della biblioteca a tutti, comprese le sale riservate, per la natura stessa delle collezioni che vi sono contenute, a studiosi specializzati che arrivano a Firenze da tutto il mondo. La Nazionale non è una galleria d’arte, ma un luogo di conservazione e di studio di un patrimonio inestimabile. Anche all’estero va così.
Tutto ciò non significa che l’unico problema sia la mancanza di fondi. Tutt’altro…
Se ci sono sprechi vanno tagliati, se ci sono inefficienze è opportuno sanarle … Ma far finta di nulla è una doppia colpa, così come l’attitudine a giocare allo sfascio ripetendo ossessivamente che tutti gli statali sono fannulloni patentati. Generalizzare fa sbagliare … Il malato va guarito non va aiutato a morire. E Firenze (ma tutta l’Italia direi) non può permettersi che la Nazionale muoia.
(Paolo Ermini)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul Corriere fiorentino (inserto locale dell&#8217; &#8220;autorevole&#8221; Corriere della Sera) di oggi c&#8217;è una buona parte della mia lettera. Hanno tagliato un poco e anche fatto un&#8217;operazione di editing, &#8220;migliorando&#8221;<br />
(secondo loro e senza concordare le modifiche) alcune frasi (in fondo non è grave).<br />
Mi dispiace per la replica del Corriere che va sulle solite frasi fatte sulle sale riseervate agli studiosi di tutto il mondo.. il resto dello sforzo di intelligenza dei giornalisti viene di conseguenza, come corollario di questa affermazione.<br />
Che dire ancora di tutta la situazione reale e mediatica di simili biblioteche?<br />
Se lo dice anche il Corriere della Sera sarà proprio così!!?!</p>
<p>Allora torno lì. L&#8217;ultima e unica possibilità per eventuali utenti stressati dai bibliotecari &#8220;conservatori&#8221; ma non rassegnati, è l&#8217; esposto / denuncia penale: credo che un Magistrato non cascherebbe nella &#8220;gherminella&#8221; delle Sale riservate agli studiosi che invece accontenta anche certi &#8220;autorevoli&#8221; giornalisti.<br />
C&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta della biblioteca da cui iniziare!!!</p>
<p>Troppo lunga da trascrivere tutto a mano, ecco un estratto della posizione del comunque ospitale (rispetto ad altre testate contattate in passato) Corriere fiorentino:</p>
<p>Pagina 15<br />
La lettera</p>
<p>LA NAZIONALE SENZA SOLDI E L’AIUTO NON ARRIVA</p>
<p>Abbiamo confuso in una didascalia la Sala manoscritti con la Sala di lettura e ce ne scusiamo &#8230;  Quanto alle altre osservazioni contenute nella lettera (tanto lunga che abbiamo dovuto ridurla e ci scusiamo anche per questo), noi non abbiamo presentato .. un “inchiesta”. Abbiamo dato conto della situazione … (in più abbiamo dato spazio alle considerazioni di un frequentatore famoso della Nazionale&#8230;)&#8230;<br />
Sull’organizzazione del lavoro e delle sale della biblioteca sarà la direttrice, se vorrà, a replicare. Ma sembra azzardato ipotizzare un’apertura generalizzata della biblioteca a tutti, comprese le sale riservate, per la natura stessa delle collezioni che vi sono contenute, a studiosi specializzati che arrivano a Firenze da tutto il mondo. La Nazionale non è una galleria d’arte, ma un luogo di conservazione e di studio di un patrimonio inestimabile. Anche all’estero va così.<br />
Tutto ciò non significa che l’unico problema sia la mancanza di fondi. Tutt’altro…<br />
Se ci sono sprechi vanno tagliati, se ci sono inefficienze è opportuno sanarle … Ma far finta di nulla è una doppia colpa, così come l’attitudine a giocare allo sfascio ripetendo ossessivamente che tutti gli statali sono fannulloni patentati. Generalizzare fa sbagliare … Il malato va guarito non va aiutato a morire. E Firenze (ma tutta l’Italia direi) non può permettersi che la Nazionale muoia.<br />
(Paolo Ermini)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-308</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 15:41:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=111#comment-308</guid>
		<description>Titolo in prima pagina dell&#039; inserto fiorentino del Corriere della Sera :

ULTIMO APPELLO PER LA NAZIONALE

A seguire tutta la seconda e terza pagina dedicate alla Nazionale. Sul sito del giornale locale solo un estratto :

Nazionale, Sos fondi 
«Siamo rimasti soli» 
..Dal primo luglio probabile lo stop ai servizi pomeridiani. 
... TRE IPOTESI - Tre le ipotesi che agitano le discussioni triangolari tra di­rezione, sindacati ed utenti: chiusura tutti i pomeriggi, apertura pomeridiana solo il martedì e il giovedì, apertura pomeridiana ma senza distri­buzione dei libri, né prestito, né nessun altro servizio. «La situazione è grave, piut­tosto grave — spiega la diret­trice Ida Antonia Fontana — e i giorni passati non hanno por­tato alcuna novità. ...
IN:
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/2009/31-maggio-2009/nazionale-sos-fondi-siamo-rimasti-soli--1501415887931.shtml 


E pensare che basterebbe aprire alle 10 anziche&#039; alle 8 e fare l&#039;orario di lavoro spezzato, con una interruzione di 1 ora a pranzo, per garantire i servizi fino alle 17! Ma evidentemente e&#039; un orario scomodo per i bibliotecari: meglio chiudere!!! 

Ho inserito un commento sotto l&#039;articolo qualche ora fa ma, per ora, sembra che non abbia avuto &quot; l&#039; approvazione della Redazione &quot;. Sono episodi sconfortanti i rapporti di forza lettori / bibliotecari prescindono del tutto dalle argomentazioni.
Sono sempre piu&#039; convinto che le biblioteche non dovrebbero essere gestite da bibliotecari!

Riporto qui il mio commento, sperando in qualche vostro &quot;imparziale&quot; consiglio ai poveri lettori fiorentini (e non solo).

TITOLO
Sos Nazionale: dalla parte dei Lettori

COMMENTO
&quot; L&#039;ampio spazio dato alla biblioteca Nazionale sulle prime pagine di domenica poteva finalmente far sperare in una &quot;inchiesta&quot; giornalistica attenta, ma la delusione ha avuto il sopravvento. Ha comunque il merito di aver sollevato un problema importante e l&#039;occasione per approfondire.

Chi la biblioteca l&#039;ha frequentata e ha utilizzato i servizi interni avrà subito notato delle imprecisioni che indicano, forse, come il punto di vista dei cittadini-potenziali lettori (quelli ai quali si chiedono maggiori imposte per alleviare il lavoro dei dipendenti della Nazionale!), l&#039;ottica degli utenti del Servizio Pubblico bibloteca non sia stato preso in considerazione. Vedere - come nella foto - la direttrice in Sala cataloghi (quella non è la &quot;sala consultazione&quot;), o che magari di tanto in tanto controlla il personale nelle altre aree dei servizi al pubblico, per un utente reale che volesse ad esempio segnalare un disservizio è un miraggio: per poterla avvicinare occorre un appuntamento preso giorni prima. Il commento sulla Sala manoscritti (mi riferisco all&#039;altra foto nella versione cartacea de Il Corriere), dove si dice che &quot;ha regole molto severe&quot; in quanto si è obbligati all&#039;uso del &quot;leggio&quot; ed è vietato quello delle &quot;penne&quot; (per evitare involontarie macchie da inchiostro e di stressare la pur resistente struttuta dei libri antichi) è erroneamente posto sotto la foto della Sala Lettura, quella al piano terra dove possono accedere i &quot;sudditi&quot; ai quali la biblioteca ha generosamente &quot;concesso&quot; l&#039;autorizzazione a leggere i soli libri a stampa di recente pubblicazione. La &quot;vera&quot; sala manoscritti è &quot;ai piani alti&quot; - come le Sale Consultazione e Musica - ed è molto più piccola. Non perchè la Nazionale abbia pochi libri antichi ma perchè le sue principali &quot;regole severe&quot; prevedono che pochissimi cittadini, arbitrariamente selezionati dai bibliotecari della Nazionale, possano accedervi.

Immaginatevi se agli Uffizi vigesse un sistema del genere! Sarebbe subito chiuso e il materiale portato in un vero museo Pubblico; invece nelle biblioteche antiche fiorentine (che sono piccole e numerose e potrebbero accorparsi per risparmiare risorse) funziona così! Per farla breve, facciamo un piccolo test: quanti lettori del Corriere ricordano di aver mai sfogliato una qualsiasi opera antica custodita dalla Nazionale? Quanti si ricordano di aver mai visto una qualsiasi opera custodita agli Uffizi? Questo mi sembra un ottimo criterio per decidere se attribuire o meno ulteriori risorse a questo tipo di Servizi Pubblici... Se si fosse partiti da fatti come questi - il fossato artificiale esistente tra un istituto Pubblico appartenente al Ministero dei Beni Culturali e la cittadinanza che lo ospita - l&#039;articolo avrebbe avuto un altro sapore.

Dovremmo infatti chiederci quali &quot;risultati&quot; è capace di ottenere quel Servizio Pubblico con le risorse che già ha, e se quindi convenga affidargli ulteriori fondi pubblici o se non sia meglio dedicare le scarse risorse del settore Cultura altrove, per servizi che almeno non sono pregiudizialmente &quot;riservati&quot; ad una minoranza che ha il fortunato e spesso involantario privilegio di essere stata selezionata da chi è pagato per offrire un buon servizio a tutti i cittadini. Prima o poi un giornalista dovrebbe anche prendersi il tempo di fermarsi tre o quattro giorni in quella biblioteca ed atteggiarsi come un vero utente per capire se lì si faccia di tutto per garantire un servizio decente o si preferisce utilizzare l&#039;argomento della chiusura al pubblico come arma di ricatto per massimizzare le rivendicazioni salariali. Scoprirebbe ad esempio che ancora oggi non tutti i libri pubblicati nel 2006 sono stati catalogati e resi disponibili per la lettura, che molti servizi al pubblico sono sempre stati chiusi al pomeriggio (il cittadino che lavora non deve andare in biblioteca!), che i bibliotecari (a differenza dei loro colleghi dei musei) non vogliono lavorare il pomeriggio, la sera, il sabato e la domenica, e che in particolare il servizio - essenziale ma che dovrebbe essere ordinario, connaturato all&#039;idea stessa di biblioteca - della distribuzione pomeridiana dei libri (magari anche serale!) non è nemmeno contemplato ma è stato garantito solo fino a quando qualche banca privata ha pagato dei precari per fare il lavoro dei bibliotecari; scoprirebbe anche che una fotocopia, che &quot;sul mercato&quot; costa al lettore 10 centesimi, in Nazionale costa 39 per salire facilmente a circa 45, ecc. ecc. ... 

La logica di fondo di tutti i dis- servizi attuali solo in parte si spiega con la scarsezza dei fondi a disposizione e appare la stessa di quella della Sala manoscritti: selezionare i cittadini, scoraggiarli, allontanarli, contenere i carichi di lavoro con qualsiasi mezzo, lecito ed illecito; e alla fine &quot;rassegnarsi&quot; a dover aprire al pubblico ma solo per quei pochi utenti che non si riuscirebbe comunque a &quot;dissuadere&quot;, a &quot;convincere&quot; di andarsene alle biblioteche comunali, per quei pochi che non potrebbero comunque rinunciare ad andare in una biblioteca antica nonostante tutto e tutti, perché hanno necessità di laurearsi o hanno bisogno di pubblicare un articolo per motivi di lavoro.

Alla luce della realtà delle cose gli auspici di Giovanni Gozzini rischiano di apparire davvero ingenui: &quot;A cosa servono i libri se non a far incontrare gli esseri umani tra di loro?&quot;. E il &quot;ghigno sofferente&quot; del busto del Magliabechi - che volle lasciare la sua biblioteca &quot;a beneficio universale della città di Firenze&quot; - diventa quello di chi si rivolta nella tomba vedendo tradite ed offese le sue ultime volontà.

Prima di minacciare irresponsabili soluzioni estreme la biblioteca dovrebbe farsi un esame di coscienza e recuperare efficienza al proprio interno, accorpare servizi aumentando la produttività del personale, dedicare una sola persona per servizio per poter prolungare gli orari di apertura, ecc., ecc.. Di fronte alla leggerezza con cui invece si minacciano le tre, troppo comode, alternative di chiusura ipotizzate dalla biblioteca, l&#039;unica risposta degli utenti dovrebbe essere una denuncia per interruzione di pubblico servizio!

Berardino Simone
Firenze
http://libroinbiblioteca.blogspot.com/ &quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Titolo in prima pagina dell&#8217; inserto fiorentino del Corriere della Sera :</p>
<p>ULTIMO APPELLO PER LA NAZIONALE</p>
<p>A seguire tutta la seconda e terza pagina dedicate alla Nazionale. Sul sito del giornale locale solo un estratto :</p>
<p>Nazionale, Sos fondi<br />
«Siamo rimasti soli»<br />
..Dal primo luglio probabile lo stop ai servizi pomeridiani.<br />
&#8230; TRE IPOTESI &#8211; Tre le ipotesi che agitano le discussioni triangolari tra di­rezione, sindacati ed utenti: chiusura tutti i pomeriggi, apertura pomeridiana solo il martedì e il giovedì, apertura pomeridiana ma senza distri­buzione dei libri, né prestito, né nessun altro servizio. «La situazione è grave, piut­tosto grave — spiega la diret­trice Ida Antonia Fontana — e i giorni passati non hanno por­tato alcuna novità. &#8230;<br />
IN:<br />
<a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/2009/31-maggio-2009/nazionale-sos-fondi-siamo-rimasti-soli--1501415887931.shtml" rel="nofollow">http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/arte_e_cultura/2009/31-maggio-2009/nazionale-sos-fondi-siamo-rimasti-soli&#8211;1501415887931.shtml</a> </p>
<p>E pensare che basterebbe aprire alle 10 anziche&#8217; alle 8 e fare l&#8217;orario di lavoro spezzato, con una interruzione di 1 ora a pranzo, per garantire i servizi fino alle 17! Ma evidentemente e&#8217; un orario scomodo per i bibliotecari: meglio chiudere!!! </p>
<p>Ho inserito un commento sotto l&#8217;articolo qualche ora fa ma, per ora, sembra che non abbia avuto &#8221; l&#8217; approvazione della Redazione &#8220;. Sono episodi sconfortanti i rapporti di forza lettori / bibliotecari prescindono del tutto dalle argomentazioni.<br />
Sono sempre piu&#8217; convinto che le biblioteche non dovrebbero essere gestite da bibliotecari!</p>
<p>Riporto qui il mio commento, sperando in qualche vostro &#8220;imparziale&#8221; consiglio ai poveri lettori fiorentini (e non solo).</p>
<p>TITOLO<br />
Sos Nazionale: dalla parte dei Lettori</p>
<p>COMMENTO<br />
&#8221; L&#8217;ampio spazio dato alla biblioteca Nazionale sulle prime pagine di domenica poteva finalmente far sperare in una &#8220;inchiesta&#8221; giornalistica attenta, ma la delusione ha avuto il sopravvento. Ha comunque il merito di aver sollevato un problema importante e l&#8217;occasione per approfondire.</p>
<p>Chi la biblioteca l&#8217;ha frequentata e ha utilizzato i servizi interni avrà subito notato delle imprecisioni che indicano, forse, come il punto di vista dei cittadini-potenziali lettori (quelli ai quali si chiedono maggiori imposte per alleviare il lavoro dei dipendenti della Nazionale!), l&#8217;ottica degli utenti del Servizio Pubblico bibloteca non sia stato preso in considerazione. Vedere &#8211; come nella foto &#8211; la direttrice in Sala cataloghi (quella non è la &#8220;sala consultazione&#8221;), o che magari di tanto in tanto controlla il personale nelle altre aree dei servizi al pubblico, per un utente reale che volesse ad esempio segnalare un disservizio è un miraggio: per poterla avvicinare occorre un appuntamento preso giorni prima. Il commento sulla Sala manoscritti (mi riferisco all&#8217;altra foto nella versione cartacea de Il Corriere), dove si dice che &#8220;ha regole molto severe&#8221; in quanto si è obbligati all&#8217;uso del &#8220;leggio&#8221; ed è vietato quello delle &#8220;penne&#8221; (per evitare involontarie macchie da inchiostro e di stressare la pur resistente struttuta dei libri antichi) è erroneamente posto sotto la foto della Sala Lettura, quella al piano terra dove possono accedere i &#8220;sudditi&#8221; ai quali la biblioteca ha generosamente &#8220;concesso&#8221; l&#8217;autorizzazione a leggere i soli libri a stampa di recente pubblicazione. La &#8220;vera&#8221; sala manoscritti è &#8220;ai piani alti&#8221; &#8211; come le Sale Consultazione e Musica &#8211; ed è molto più piccola. Non perchè la Nazionale abbia pochi libri antichi ma perchè le sue principali &#8220;regole severe&#8221; prevedono che pochissimi cittadini, arbitrariamente selezionati dai bibliotecari della Nazionale, possano accedervi.</p>
<p>Immaginatevi se agli Uffizi vigesse un sistema del genere! Sarebbe subito chiuso e il materiale portato in un vero museo Pubblico; invece nelle biblioteche antiche fiorentine (che sono piccole e numerose e potrebbero accorparsi per risparmiare risorse) funziona così! Per farla breve, facciamo un piccolo test: quanti lettori del Corriere ricordano di aver mai sfogliato una qualsiasi opera antica custodita dalla Nazionale? Quanti si ricordano di aver mai visto una qualsiasi opera custodita agli Uffizi? Questo mi sembra un ottimo criterio per decidere se attribuire o meno ulteriori risorse a questo tipo di Servizi Pubblici&#8230; Se si fosse partiti da fatti come questi &#8211; il fossato artificiale esistente tra un istituto Pubblico appartenente al Ministero dei Beni Culturali e la cittadinanza che lo ospita &#8211; l&#8217;articolo avrebbe avuto un altro sapore.</p>
<p>Dovremmo infatti chiederci quali &#8220;risultati&#8221; è capace di ottenere quel Servizio Pubblico con le risorse che già ha, e se quindi convenga affidargli ulteriori fondi pubblici o se non sia meglio dedicare le scarse risorse del settore Cultura altrove, per servizi che almeno non sono pregiudizialmente &#8220;riservati&#8221; ad una minoranza che ha il fortunato e spesso involantario privilegio di essere stata selezionata da chi è pagato per offrire un buon servizio a tutti i cittadini. Prima o poi un giornalista dovrebbe anche prendersi il tempo di fermarsi tre o quattro giorni in quella biblioteca ed atteggiarsi come un vero utente per capire se lì si faccia di tutto per garantire un servizio decente o si preferisce utilizzare l&#8217;argomento della chiusura al pubblico come arma di ricatto per massimizzare le rivendicazioni salariali. Scoprirebbe ad esempio che ancora oggi non tutti i libri pubblicati nel 2006 sono stati catalogati e resi disponibili per la lettura, che molti servizi al pubblico sono sempre stati chiusi al pomeriggio (il cittadino che lavora non deve andare in biblioteca!), che i bibliotecari (a differenza dei loro colleghi dei musei) non vogliono lavorare il pomeriggio, la sera, il sabato e la domenica, e che in particolare il servizio &#8211; essenziale ma che dovrebbe essere ordinario, connaturato all&#8217;idea stessa di biblioteca &#8211; della distribuzione pomeridiana dei libri (magari anche serale!) non è nemmeno contemplato ma è stato garantito solo fino a quando qualche banca privata ha pagato dei precari per fare il lavoro dei bibliotecari; scoprirebbe anche che una fotocopia, che &#8220;sul mercato&#8221; costa al lettore 10 centesimi, in Nazionale costa 39 per salire facilmente a circa 45, ecc. ecc. &#8230; </p>
<p>La logica di fondo di tutti i dis- servizi attuali solo in parte si spiega con la scarsezza dei fondi a disposizione e appare la stessa di quella della Sala manoscritti: selezionare i cittadini, scoraggiarli, allontanarli, contenere i carichi di lavoro con qualsiasi mezzo, lecito ed illecito; e alla fine &#8220;rassegnarsi&#8221; a dover aprire al pubblico ma solo per quei pochi utenti che non si riuscirebbe comunque a &#8220;dissuadere&#8221;, a &#8220;convincere&#8221; di andarsene alle biblioteche comunali, per quei pochi che non potrebbero comunque rinunciare ad andare in una biblioteca antica nonostante tutto e tutti, perché hanno necessità di laurearsi o hanno bisogno di pubblicare un articolo per motivi di lavoro.</p>
<p>Alla luce della realtà delle cose gli auspici di Giovanni Gozzini rischiano di apparire davvero ingenui: &#8220;A cosa servono i libri se non a far incontrare gli esseri umani tra di loro?&#8221;. E il &#8220;ghigno sofferente&#8221; del busto del Magliabechi &#8211; che volle lasciare la sua biblioteca &#8220;a beneficio universale della città di Firenze&#8221; &#8211; diventa quello di chi si rivolta nella tomba vedendo tradite ed offese le sue ultime volontà.</p>
<p>Prima di minacciare irresponsabili soluzioni estreme la biblioteca dovrebbe farsi un esame di coscienza e recuperare efficienza al proprio interno, accorpare servizi aumentando la produttività del personale, dedicare una sola persona per servizio per poter prolungare gli orari di apertura, ecc., ecc.. Di fronte alla leggerezza con cui invece si minacciano le tre, troppo comode, alternative di chiusura ipotizzate dalla biblioteca, l&#8217;unica risposta degli utenti dovrebbe essere una denuncia per interruzione di pubblico servizio!</p>
<p>Berardino Simone<br />
Firenze<br />
<a href="http://libroinbiblioteca.blogspot.com/" rel="nofollow">http://libroinbiblioteca.blogspot.com/</a> &#8220;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Censura in biblioteca di francesco</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/05/28/censura-in-biblioteca/#comment-307</link>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 22:08:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=153#comment-307</guid>
		<description>Vi ringrazio tutti per la stima professionale e per l&#039;amicizia.
Francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ringrazio tutti per la stima professionale e per l&#8217;amicizia.<br />
Francesco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Furti nelle biblioteche di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/04/15/furti-nelle-biblioteche/#comment-306</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 00:19:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=148#comment-306</guid>
		<description>Oltre al metal detector (per chi taglia le pagine), tra i rimedi, se traduco bene, anche la perquisizione del personale:

“But the best way to trust them [their staff] is to have a security system in place.” He cites the Library of Congress in Washington, DC, where all staff including top directors are searched whenever they leave the building. 


il controllo sociale da parte dei lettori:

Increasingly, library users are also being asked to be aware of what is going on around them. 


Tessere d&#039;ingresso con foto (da noi l&#039;ho vista solo alla BNCRoma) e copia della firma: 

they need proper sign-in sheets and picture ID, and maybe metal detectors. 


Agiungo:

1) l&#039;allarme tramite l&#039;antitaccheggio, mi diceva un libraio, non è efficace se il ladro non è occasionale: i ladri esperti utilizzano dei magneti per disattivarli.

2) Serrai nel &#039;94 suggeriva di ispirarsi ai sisitemi in uso nei negozi di articoli preziosi, e fece un riferimento ai riflessi sugli utenti (il titolo era circa: La sorveglianza in biblioteca, le circostanze di un sopruso)

3) Revelli nel &#039;94 scrive: Secondo studi del 1990-1 “in America il fenomeno dei furti in biblioteca è ammesso e discusso apertamente, mentre in Inghilterra se ne prova vergogna” … “Data per scontata una certa perdita (da mettere in conto in particolare con la scaffalatura aperta), l’autrice ritiene ancora tollerabile una perdita dell’otto per cento dei libri posseduti.”, e “certi sistemi privi di protezione possono raggiungere perdite annue del 30-40 per cento.” Ancora, “un terzo dei furti è opera del personale.”, Marie Jackson, riportata in “I furti in biblioteca”, a cura di Carlo Revelli, Biblioteche Oggi, febbraio ’94, pp. 48-51.

4) Recentemente è intervenuta Angela Nuovo, in Biblioteconomia: principi e questioni, .. Carocci, 2007:
Politiche dell&#039;accesso e sicurezza delle collezioni, pp. 277 - 282: &quot;Non é più accettabile un&#039;esclusione sulla base di un&#039;inchiesta che legittimi il bibliotecario a giudicare &quot;non scientifiche&quot; le motivazioni di ricerca del lettore. Tale selezione, sulla base degli utenti, é discriminatoria, illegittima e non ha mai dimostrato la sua efficacia nella prevenzione dei furti e dei danneggiamenti&quot;.
Anche lei fa riferimento ai furti da parte di personale interno.


5) Il Dpr 417/95 precede il registro dei libri smarriti (art 15), che non mi pare sia disponibile in modo diffuso. e che 
&quot;Nelle sale devono essere assicurati la sorveglianza anche con l&#039;utilizzazione di strumenti tecnologici&quot; (art. 33). Viene in mente la video sorveglianza...
Infine, la sorveglianza a vista e la verifica della restituzione del libro tramite la modulistica era prevista anche nei regolamenti dell&#039;Ottocento.


Rileggendo il tutto non mi pare che attualmente si mettano in opera tutti gli strumenti possibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre al metal detector (per chi taglia le pagine), tra i rimedi, se traduco bene, anche la perquisizione del personale:</p>
<p>“But the best way to trust them [their staff] is to have a security system in place.” He cites the Library of Congress in Washington, DC, where all staff including top directors are searched whenever they leave the building. </p>
<p>il controllo sociale da parte dei lettori:</p>
<p>Increasingly, library users are also being asked to be aware of what is going on around them. </p>
<p>Tessere d&#8217;ingresso con foto (da noi l&#8217;ho vista solo alla BNCRoma) e copia della firma: </p>
<p>they need proper sign-in sheets and picture ID, and maybe metal detectors. </p>
<p>Agiungo:</p>
<p>1) l&#8217;allarme tramite l&#8217;antitaccheggio, mi diceva un libraio, non è efficace se il ladro non è occasionale: i ladri esperti utilizzano dei magneti per disattivarli.</p>
<p>2) Serrai nel &#8216;94 suggeriva di ispirarsi ai sisitemi in uso nei negozi di articoli preziosi, e fece un riferimento ai riflessi sugli utenti (il titolo era circa: La sorveglianza in biblioteca, le circostanze di un sopruso)</p>
<p>3) Revelli nel &#8216;94 scrive: Secondo studi del 1990-1 “in America il fenomeno dei furti in biblioteca è ammesso e discusso apertamente, mentre in Inghilterra se ne prova vergogna” … “Data per scontata una certa perdita (da mettere in conto in particolare con la scaffalatura aperta), l’autrice ritiene ancora tollerabile una perdita dell’otto per cento dei libri posseduti.”, e “certi sistemi privi di protezione possono raggiungere perdite annue del 30-40 per cento.” Ancora, “un terzo dei furti è opera del personale.”, Marie Jackson, riportata in “I furti in biblioteca”, a cura di Carlo Revelli, Biblioteche Oggi, febbraio ’94, pp. 48-51.</p>
<p>4) Recentemente è intervenuta Angela Nuovo, in Biblioteconomia: principi e questioni, .. Carocci, 2007:<br />
Politiche dell&#8217;accesso e sicurezza delle collezioni, pp. 277 &#8211; 282: &#8220;Non é più accettabile un&#8217;esclusione sulla base di un&#8217;inchiesta che legittimi il bibliotecario a giudicare &#8220;non scientifiche&#8221; le motivazioni di ricerca del lettore. Tale selezione, sulla base degli utenti, é discriminatoria, illegittima e non ha mai dimostrato la sua efficacia nella prevenzione dei furti e dei danneggiamenti&#8221;.<br />
Anche lei fa riferimento ai furti da parte di personale interno.</p>
<p>5) Il Dpr 417/95 precede il registro dei libri smarriti (art 15), che non mi pare sia disponibile in modo diffuso. e che<br />
&#8220;Nelle sale devono essere assicurati la sorveglianza anche con l&#8217;utilizzazione di strumenti tecnologici&#8221; (art. 33). Viene in mente la video sorveglianza&#8230;<br />
Infine, la sorveglianza a vista e la verifica della restituzione del libro tramite la modulistica era prevista anche nei regolamenti dell&#8217;Ottocento.</p>
<p>Rileggendo il tutto non mi pare che attualmente si mettano in opera tutti gli strumenti possibili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di beppe2</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-302</link>
		<dc:creator>beppe2</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 19:42:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=111#comment-302</guid>
		<description>Io ho sempre pensato che la certificazione di qualità ISO, ammesso che sia utile a qualcuno oltre alle ditte di certificazione, per le biblioteche è soprattutto un peso. Questa certificazione fa riferimento ad un concetto di qualità come conformità a procedure prefissate che non ha alcuna relazione con quello comunemente inteso di bontà e validità di un prodotto o servizio, ma in compenso determina un enorme aggravio di operazioni di registrazione e documentazione di tutto ciò che avviene.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho sempre pensato che la certificazione di qualità ISO, ammesso che sia utile a qualcuno oltre alle ditte di certificazione, per le biblioteche è soprattutto un peso. Questa certificazione fa riferimento ad un concetto di qualità come conformità a procedure prefissate che non ha alcuna relazione con quello comunemente inteso di bontà e validità di un prodotto o servizio, ma in compenso determina un enorme aggravio di operazioni di registrazione e documentazione di tutto ciò che avviene.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Inferno di beppe2</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/03/27/inferno/#comment-301</link>
		<dc:creator>beppe2</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 19:39:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=135#comment-301</guid>
		<description>No, la scena a cui mi riferivo io viene subito prima: la ragazza va in sala di lettura, appunto con i libri antichi a scaffale aperto, prende il libro, e poi esce, e da quel momento si svolge la scena riportata su Youtube. Diciamo che questo sarebbe il lato meno amichevole della biblioteca.

Nei film e nella letteratura horror ci sono diversi riferimenti alle biblioteche e affini. Così a memoria mi viene in mente la scena de &lt;a href=&quot;http://www.imdb.com/title/tt0082307/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;L&#039;aldilà&lt;/a&gt; di Lucio Fulci in cui Michele Mirabella (quello di Elisir) viene divorato dai ragni negli Archivi Storici della Louisiana (&lt;i&gt;L&#039;aldilà&lt;/i&gt; è un film probabilmente ispirato a &lt;i&gt;Inferno&lt;/i&gt; ma molto più splatter, e secondo me è uno dei capolavori del grande Lucio Fulci, anche se lo metterei dopo &lt;a href=&quot;http://www.imdb.com/title/tt0081318/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Paura nella città dei morti viventi&lt;/a&gt;. Le biblioteche hanno anche un ruolo centrale nel romanzo &lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/code/9788817011433/kostova-elizabeth/discepolo.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Il discepolo &lt;/a&gt;di Elizabeth Kostova (&lt;a href=&quot;http://lccn.loc.gov/2004022563&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://lccn.loc.gov/2004022563&lt;/a&gt;), una storia di vampiri di buon livello.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, la scena a cui mi riferivo io viene subito prima: la ragazza va in sala di lettura, appunto con i libri antichi a scaffale aperto, prende il libro, e poi esce, e da quel momento si svolge la scena riportata su Youtube. Diciamo che questo sarebbe il lato meno amichevole della biblioteca.</p>
<p>Nei film e nella letteratura horror ci sono diversi riferimenti alle biblioteche e affini. Così a memoria mi viene in mente la scena de <a href="http://www.imdb.com/title/tt0082307/" rel="nofollow">L&#8217;aldilà</a> di Lucio Fulci in cui Michele Mirabella (quello di Elisir) viene divorato dai ragni negli Archivi Storici della Louisiana (<i>L&#8217;aldilà</i> è un film probabilmente ispirato a <i>Inferno</i> ma molto più splatter, e secondo me è uno dei capolavori del grande Lucio Fulci, anche se lo metterei dopo <a href="http://www.imdb.com/title/tt0081318/" rel="nofollow">Paura nella città dei morti viventi</a>. Le biblioteche hanno anche un ruolo centrale nel romanzo <a href="http://www.ibs.it/code/9788817011433/kostova-elizabeth/discepolo.html" rel="nofollow">Il discepolo </a>di Elizabeth Kostova (<a href="http://lccn.loc.gov/2004022563" rel="nofollow">http://lccn.loc.gov/2004022563</a>), una storia di vampiri di buon livello.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Inferno di laura testoni</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/03/27/inferno/#comment-299</link>
		<dc:creator>laura testoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 10:30:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=135#comment-299</guid>
		<description>Su Youtube ho trovato questo: Inferno - Dario Argento - Eleonora Giorgi Demone della Biblioteca 
http://www.youtube.com/watch?v=wyyWK3ge-b8 
Nell&#039;ultima scena lei esce dalla biblio terrorizzata e si vede uno scorcio di città notturna...E&#039; la scena che citi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su Youtube ho trovato questo: Inferno &#8211; Dario Argento &#8211; Eleonora Giorgi Demone della Biblioteca<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wyyWK3ge-b8" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=wyyWK3ge-b8</a><br />
Nell&#8217;ultima scena lei esce dalla biblio terrorizzata e si vede uno scorcio di città notturna&#8230;E&#8217; la scena che citi?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/01/07/la-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma-sospende-la-distribuzione-pomeridiana/#comment-297</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 18:39:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=111#comment-297</guid>
		<description>A proposito di sospensione dei servizi, quest&#039;ultima la trovo davvero paradossale:
un &quot;ossimoro&quot; formativo / organizzativo.

Sabato (mattina) sono andato alla Nazionale di Firenze, dopo essermi preparato la lista dei libri da esaminare e ripromettendomi di fotocopiarne alcuni per esaurire la ricerca entro la mattina (visto che sabato pomeriggio e domenica una Nazionale è chiusa, &quot;per definizione&quot;).

Non troppi libri, alcuni da leggere al volo, altri sicuramente da fotocopiare e leggere con calma: tutto previsto, ce la potevo fare, senza fretta e con un margine per eventuali imprevisti.

Al momento di chiedere l&#039;autorizzazione alle fotocopie mi mostrano un cartello: il servizio resta chiuso..

&quot;..CAUSA AGGIORNAMENTO SULLA PROCEDURA ISO 9001 - 2008&quot; 

Bellissimo! Si potrebbe dire:
&quot;chiuso per qualità!&quot;

Speriamo che grazie al corso ISO, gli impiegati avranno imparato le più avanzate procedure per &quot;la soddisfazione del Cliente&quot;. Ad esempio, partecipare a turno ai prossimi corsi per mantenere aperto il servizio... e magari altre avanzatissime procedure per garantire non solo la distribuzione pomeridiana ma anche la serale! 
Una organizzazione, una biblioteca che dedica così tanto tempo e risorse a mettere in pratica la qualità  ISO sicuramente si porrà presto questi obiettivi per attrarre sempre più &quot;Clienti&quot; soddisfatti!

Meno male. Certo, se non ci fosse le ISO le Biblioteche Pubbliche sarebbero ancora all&#039;età della prietra!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di sospensione dei servizi, quest&#8217;ultima la trovo davvero paradossale:<br />
un &#8220;ossimoro&#8221; formativo / organizzativo.</p>
<p>Sabato (mattina) sono andato alla Nazionale di Firenze, dopo essermi preparato la lista dei libri da esaminare e ripromettendomi di fotocopiarne alcuni per esaurire la ricerca entro la mattina (visto che sabato pomeriggio e domenica una Nazionale è chiusa, &#8220;per definizione&#8221;).</p>
<p>Non troppi libri, alcuni da leggere al volo, altri sicuramente da fotocopiare e leggere con calma: tutto previsto, ce la potevo fare, senza fretta e con un margine per eventuali imprevisti.</p>
<p>Al momento di chiedere l&#8217;autorizzazione alle fotocopie mi mostrano un cartello: il servizio resta chiuso..</p>
<p>&#8220;..CAUSA AGGIORNAMENTO SULLA PROCEDURA ISO 9001 &#8211; 2008&#8243; </p>
<p>Bellissimo! Si potrebbe dire:<br />
&#8220;chiuso per qualità!&#8221;</p>
<p>Speriamo che grazie al corso ISO, gli impiegati avranno imparato le più avanzate procedure per &#8220;la soddisfazione del Cliente&#8221;. Ad esempio, partecipare a turno ai prossimi corsi per mantenere aperto il servizio&#8230; e magari altre avanzatissime procedure per garantire non solo la distribuzione pomeridiana ma anche la serale!<br />
Una organizzazione, una biblioteca che dedica così tanto tempo e risorse a mettere in pratica la qualità  ISO sicuramente si porrà presto questi obiettivi per attrarre sempre più &#8220;Clienti&#8221; soddisfatti!</p>
<p>Meno male. Certo, se non ci fosse le ISO le Biblioteche Pubbliche sarebbero ancora all&#8217;età della prietra!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Questionario sulle biblioteche 2.0 di Dino</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2009/02/24/questionario-sulle-biblioteche-20/#comment-289</link>
		<dc:creator>Dino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 18:06:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=127#comment-289</guid>
		<description>Non saprei se il web2 comprende quanto segue, ma vorrei fare un collegamento tra questo articolo e il precedente su LibraryThing.

Sarebbe possibile (e potrebbe essere utile anche secondo voi) immaginare che la biblioteca xy crei un link su LibraryThing, limitatamente al gruppo di discussione che chiamerei &quot;Utenti della biblioteca xy&quot;, per ottenere mettere in contatto i propri utenti e creare scambi di informazioni legati al posseduto?

Tutti gli utenti che si aggiungono volontariamente al gruppo (anche con un nome di fantasia qualora esista il n. di tessera personale di ingresso alla biblioteca) vedono automaticamente scaricati, a cura della biblioteca xy, i libri  richiesti in lettura o prestito, a formare quella che in LibraryThing si chiama &quot;biblioteca&quot; personale (ammesso che sia possibile &quot;far parlare&quot; il sistema informatico della biblioteca con quello di LibraryThing).

In questo modo a sua volta in automatico LibraryThing mette in contatto gli utenti che hanno letto lo stesso libro (ed i fastidiosi problemi di privacy non sarebbero a carico della biblioteca in quanto è l&#039;&#039;utente che decide di partecipare al gruppo iscrivendosi). 

Anche gli altri servizi offerti da LibraryThing a questo punto sarebbero mirati al sottogruppo degli utenti della biblioteca, come le Conversazioni su temi specifici. Ad esempio richieste di informazioni su un autore, pareri richiesti al &quot;gruppo&quot; sul contenuto di un&#039;opera che ancora non si è letto, dove rintracciare una certa citazione, ecc.

In pratica ho in mente tutto il servizio offerto da LibraryThing ma specializzato sul libri della singola biblioteca e sui suoi lettori.

Il primo vantaggio che ci troverei sarebbe la condivisione delle informazioni sulla ricerche già svolte: spesso ci si imbatte su numerosi argomenti collaterali che a noi non servono ma che corrispondono alla ricerca di altri. Addirittura si potrebbe immaginare di dividersi lo &quot;spoglio&quot; di intere riviste di una certa materia: ognuno si occupa di una parte delle annate ma segnala a tutto il sotto-gruppo interessato a quella materia gli articoli sugli aspetti (o agli autori) di interesse comune.

Non ho ancora le idee chiare, ma mi sembra possa essere utile: di fatto esiste già nelle biblioteche un &quot;passa parola&quot; tra gruppetti di amici (es laureandi della stessa materia) che in questo caso verrebbe organizzato e reso esplicito per tutti gli utenti della biblioteca in oggetto.

Che ne dite? tecnicamente si può fare? e a basso costo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non saprei se il web2 comprende quanto segue, ma vorrei fare un collegamento tra questo articolo e il precedente su LibraryThing.</p>
<p>Sarebbe possibile (e potrebbe essere utile anche secondo voi) immaginare che la biblioteca xy crei un link su LibraryThing, limitatamente al gruppo di discussione che chiamerei &#8220;Utenti della biblioteca xy&#8221;, per ottenere mettere in contatto i propri utenti e creare scambi di informazioni legati al posseduto?</p>
<p>Tutti gli utenti che si aggiungono volontariamente al gruppo (anche con un nome di fantasia qualora esista il n. di tessera personale di ingresso alla biblioteca) vedono automaticamente scaricati, a cura della biblioteca xy, i libri  richiesti in lettura o prestito, a formare quella che in LibraryThing si chiama &#8220;biblioteca&#8221; personale (ammesso che sia possibile &#8220;far parlare&#8221; il sistema informatico della biblioteca con quello di LibraryThing).</p>
<p>In questo modo a sua volta in automatico LibraryThing mette in contatto gli utenti che hanno letto lo stesso libro (ed i fastidiosi problemi di privacy non sarebbero a carico della biblioteca in quanto è l&#8221;utente che decide di partecipare al gruppo iscrivendosi). </p>
<p>Anche gli altri servizi offerti da LibraryThing a questo punto sarebbero mirati al sottogruppo degli utenti della biblioteca, come le Conversazioni su temi specifici. Ad esempio richieste di informazioni su un autore, pareri richiesti al &#8220;gruppo&#8221; sul contenuto di un&#8217;opera che ancora non si è letto, dove rintracciare una certa citazione, ecc.</p>
<p>In pratica ho in mente tutto il servizio offerto da LibraryThing ma specializzato sul libri della singola biblioteca e sui suoi lettori.</p>
<p>Il primo vantaggio che ci troverei sarebbe la condivisione delle informazioni sulla ricerche già svolte: spesso ci si imbatte su numerosi argomenti collaterali che a noi non servono ma che corrispondono alla ricerca di altri. Addirittura si potrebbe immaginare di dividersi lo &#8220;spoglio&#8221; di intere riviste di una certa materia: ognuno si occupa di una parte delle annate ma segnala a tutto il sotto-gruppo interessato a quella materia gli articoli sugli aspetti (o agli autori) di interesse comune.</p>
<p>Non ho ancora le idee chiare, ma mi sembra possa essere utile: di fatto esiste già nelle biblioteche un &#8220;passa parola&#8221; tra gruppetti di amici (es laureandi della stessa materia) che in questo caso verrebbe organizzato e reso esplicito per tutti gli utenti della biblioteca in oggetto.</p>
<p>Che ne dite? tecnicamente si può fare? e a basso costo?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il formato PDF diventa uno standard ISO di beppe2</title>
		<link>http://amibiblioblog.wordpress.com/2008/07/04/il-formato-pdf-diventa-uno-standard-iso/#comment-284</link>
		<dc:creator>beppe2</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 15:37:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://amibiblioblog.wordpress.com/?p=73#comment-284</guid>
		<description>La &lt;a href=&quot;http://www.fsfeurope.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Free Software Foundation Europe&lt;/a&gt;  (FSFE) ha recentemente aperto il sito &lt;a href=&quot;http://pdfreaders.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;PDFreaders.org&lt;/a&gt; dedicato ai lettori PDF liberi che, come scrive la FSFE, &lt;i&gt;fornisce un&#039;alternativa tesa a mettere in evidenza i punti di forza del PDF come Standard Aperto&lt;/i&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://www.fsfeurope.org/" rel="nofollow">Free Software Foundation Europe</a>  (FSFE) ha recentemente aperto il sito <a href="http://pdfreaders.org/" rel="nofollow">PDFreaders.org</a> dedicato ai lettori PDF liberi che, come scrive la FSFE, <i>fornisce un&#8217;alternativa tesa a mettere in evidenza i punti di forza del PDF come Standard Aperto</i>.</p>
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	</item>
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