Inferno

In una scena del famoso film Inferno di Dario Argento un personaggio, interpretato da Eleora Giorgi, va in una biblioteca di Roma, piena di libri antichi: entra senza problemi di filtri, lettere di presentazione e simili, arriva in sala di lettura, dove i libri antichi sono addirittura a scaffale aperto. Altro che fruizione negata! Peccato che subito dopo il personaggio faccia una brutta fine proprio a causa del libro.

La scena si trova a circa 25 minuti dall’inizio del film, che comunque merita di vedere per intero

Sarei curioso di sapere se la biblioteca in cui è stata girata la scena è reale o è stata ricostruita in studio. Nel film si dice che si trova in Via dei Bagni. A Roma c’è una Via dei Bagni di Lucca, che è alla Magliana, ma da ciò che si vede in Google Maps sembra un luogo completamente diverso dal film.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma sospende la distribuzione pomeridiana

Riprendo dalla mailing list AIB-CUR la notizia che la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha sospeso la distribuzione pomeridiana delle pubblicazioni per scarsità di personale, ed in particolare perché sono venuti a mancare i volontari del servizio civile (si veda l’avviso ufficiale riportato sul sito della biblioteca). Su AIB-CUR si è anche avviata una discussione sull’argomento, per ora non molto vivace forse anche per il periodo festivo.

Si tratta di una notizia veramente sconcertante: la biblioteca nazionale di un paese sviluppano riduce a metà giornata la distribuzione, con evidente danno gravissimo per gli studiosi (cosa devono fare quelle che possono andare in biblioteca solo al pomeriggio?), e tutto perché sono venuti a mancare i volontari del servizio civile, cioè dei soggetti che in un contesto del genere dovrebbero avere al più funzioni di supporto.

Com’è possibile che si sia arrivati a questo punto? Dove è mancato qualcosa? C’era qualche altra alternativa almeno per diminure l’impatto sugli utenti?

Fruizione negata anche in Liguria?

Sono Beppe, uno degli amministratori del blog, e mi pare che in questo momento il mio ruolo più utile sia quello di proporre dei temi di discussione, in attesa che anche altri si facciano avanti (oltre che ringraziare tutti quelli che stanno visitando e stanno intervenendo).

Un tema che sarebbe particolarmente adatto ad essere discusso qui, visto che il blog si propone anche di coinvolgere gli utenti, è quello della fruizione negata.

Questo tema, negli ultimi anni, è stato portato all’attenzione (peraltro un po’ scarsa) della comunità bibliotecaria soprattutto da un utente, Berardino Simone, che lamenta di essere arbitrariamente escluso, in quanto utente generico non in possesso di particolari titoli accademici, lettere di presentazione e simili, dalla fruizione delle biblioteche storiche e delle sezioni di conservazione, a causa di una dottrina biblioteconomica che, in violazione della vigente normativa, pretende di selezionare l’utenza anziché assicurare a tutti la libera fruizione dei servizi. Simone su questo argomento ha anche aperto un blog intitolato appunto La fruizione negata.

Il problema che Simone mette in evidenza non è quello dell’impossibilità di dare servizi causata da qualche tipo di anomalia, ad esempio mancanza di personale o di locali, ma quello delle politiche di accesso arbitrariamente restrittive.

Cose che potremmo discutere sono quindi: ha ragione Simone? che cosa succede in Liguria (e anche altrove) sotto questo aspetto? qual è l’impressione dei lettori? e quella dei bibliotecari? la normativa è adeguata?

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