Esposto sulla fruizione nelle biblioteche pubbliche statali

Il nostro amico Dino Simone, ben noto per le sue ricerche e iniziative sul diritto alla pubblica fruizione di tutto il patrimonio delle biblioteche, ha recentemente inviato all’Ispettorato del Ministero per la Funzione Pubblica un esposto con cui evidenzia che molte biblioteche pubbliche statali (che sono quelle dipendenti di Ministero dei beni culturali), nei loro regolamenti interni, prevedano limitazioni alla consultazione dei fondi antichi che sono arbitrarie perché contrastano col Regolamento di organizzazione del Ministero (DPCM 29 agosto 2014, n. 171) in quale all’art. 38 prevede espressamente che tali biblioteche assicurino la pubblica fruizione.

Simone, con la solita accuratezza, ha analizzato i regolamenti di diverse biblioteche evidenziando limitazioni che compromettono – senza alcun giustificato motivo – il diritto di tutti i cittadini a fruire del patrimonio culturale pubblico, limitandolo a studiosi muniti di lettere di presentazione o altri casi del genere.

Sarebbe ridicolo giustificare queste limitazioni con le esigenze di conservazione, come se tutti i fondi antichi e rari fossero sul punto di sbriciolarsi e ci fossero orde di lettori selvaggi e maleducati ansiosi di farne chissà quali usi. Sicuramente c’è qualche pezzo le cui condizioni di conservazione sono incompatibili con la normale fruizione, ma si tratta appunto di singoli pezzi, e non di tutti i fondi antichi di tutte le biblioteche, che contengono moltissimi volumi in condizioni più che decorose e in grado di sopportare agevolemente il ritmo di consultazione che si può ragionevolmente prevedere (senza contare che ai libri fa bene essere movimentati di tanto in tanto). Ovviamente nessuno discute la necessità di garantire la dovuta sicurezza contro furti, vandalismo o anche semplice trascuratezza, tramite l’identificazione del lettore e l’adeguata sorveglianza.

Chissà perché questi temi esposti da Dino Simone con dovizia di supporto documentario sono stati per lo più ignorati dai bibliotecari.

Vedremo se ora questo esposto avrà qualche effetto.

Qui il post originale del blog La fruizione negata.

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Modulo formativo per operatori SBN Web

Il Sistema Bibliotecario Provinciale della Spezia organizza il nuovo modulo formativo  per operatori SBN Web.  I partecipanti sono stati individuati in base alle richieste delle biblioteche del Sistema o interessate alla conoscenza di SBN Web.

Destinatari: responsabili o addetti della biblioteca che non provvedono abitualmente alla catalogazione.

 Abilità che devono essere apprese sono:

–          lettura schede bibliografiche secondo norme ISBD, REICAT e differenze con SBN;

–          cattura volumi monografici (catalogazione derivata);

–          gestione del libro in biblioteca (inventariazione, sezione di collocazione, collocazione, specificazione);

–          nozioni sulla Classificazione Decimale Dewey;

–          lettura del reticolo del documento catturato e conoscenza dei principali reticoli (codici di natura M, W, C, D, P, A; codici di collegamento 01, 08, 09, 51; codici di responsabilità e codici di tipo di nome A, B, C, D e (solo identificazione) E, R, G; collegamenti aut/aut A 8 R, A 4 A).

 Contenuto delle lezioni:

1                       La catalogazione e le sue regole. La terminologia bibliografica.

2                       Lettura delle notizie bibliografiche e cattura delle monografie in SBN Web

3                       Gestione del documento fisico

4                       Lettura del reticolo: il collegamento dei titoli

5                       I codici di responsabilità. La forma dell’autore personale

6                       La Classificazione Decimale Dewey. Elementi generali.

7                       Riepilogo

Ogni lezione, comprensiva delle applicazioni pratiche, è della durata di tre ore per un totale complessivo di 21 ore: dal 2 febbraio 2012 fino al completamento delle lezioni, ogni giovedì  dalle ore 9:00 alle ore 12:00.

Docente del corso: dott. Emilio Bertocci, direttore Sistema Bibliotecario Provinciale – Polo Ligure SBN della Spezia.

Luogo di svolgimento: Centro Sistema Bibliotecario Provinciale – Via Bragarina, 32/a – La Spezia

Per ottenere l’attestato di operatore SBN Web occorre superare la verifica finale effettuata dal funzionario regionale responsabile di SBN. A chi non è interessato alla verifica sarà rilasciato un attestato di frequenza.

 

 

 

In Biblioteca Universitaria: Mini-corsi di alfabetizzazione informatica per la ricerca

La Biblioteca Universitaria di Genova organizza, su richiesta, mini-corsi di alfabetizzazione informatica, rivolti a piccoli gruppi formati da un minimo di 3 ad un massimo di 8 utenti iscritti alla biblioteca e finalizzati all’apprendimento dell’ABC ‘tecnologico’ necessario per conoscere i sistemi bibliotecari e le possibilità di ricerca bibliografica forniti dalla rete.


Prossimo mini-corso:
a partire da martedì 8 novembre 2011

Date incontri: ogni martedì e giovedì

Orario: 15.00 – 17.00

Durata: 14 ore (7 incontri)

Sede: Aula didattica – Sala V, Sede di Via Balbi 3 (Piano 2°)

Esigenze specifiche prospettate dagli utenti verranno prese in esame.


AVVERTENZA:
IL CORSO È TOTALMENTE GRATUITO MA NON HA ALCUN VALORE FORMATIVO ‘UFFICIALE’. NON VERRÁ PERTANTO RILASCIATA ALCUNA ATTESTAZIONE avente VALORE LEGALE.


Accoglimento richieste e informazioni:

Vincenzo Landi, referente del mini-corso

vincenzo.landi@beniculturali.it

tel. 010.2546466

Lo spettacolo di una cultura dalla memoria corta

La nuova denominazione e accorpamento dell’ex Ufficio Biblioteche della Regione Liguria, già Soprintendenza Bibliografica per la Liguria e la Lunigiana, in Servizio Programmi culturali e Spettacoli, merita alcuni osservazioni.
La denominazione degli uffici evidenzia il grado di rilevanza che una amministrazione annette ad essi, è la prima forma di classificazione: del resto, dalle statistiche dell’epoca risulta che nella Soprintendenza c’erano venti dipendenti a vario titolo e nella prima fase di gestione regionale c’era un dirigente (la dott.ssa Levi) a capo dell’ufficio biblioteche, non come oggi un dirigente a capo di programmi culturali e spettacolari.
Gli accorpamenti, le razionalizzazioni sono, a mio avviso, un modo ormai sempre più fastidioso di ridurre il personale, anche se non immediatamente, ridurre i margini di autonomia operativa, imporre un’ottica solo amministrativa, per poi dire in un secondo tempo che i servizi sono inadeguati e procedere a un ulteriore accorpamento e sono anche testimonianza storica dell’assenza di una visione politica organica e non effimera dei problemi culturali.
Sul merito dell’accorpamento di cultura, biblioteche e spettacoli, ricordo che una delle ragioni addotte dal precedente assessore regionale alla cultura per giustificare l’abrogazione della L.R. 61/1978 era stata la necessità di ridurre leggi e leggine varie di interesse culturale o presunto tale (ne aveva contato ben diciotto) a due soltanto, la legge 33/2006 sulla cultura e la legge 34/2006 sugli spettacoli dal vivo.
Dunque, la filosofia (e la metafisica) su cui poggia il vigente impianto legislativo regionale in materia culturale contraddice questo accorpamento.
È possibile che la memoria sia così corta che nessuno si ricordi quanto deciso solo pochi anni fa?

A proposito di data di pubblicazione

Nella circolare ICCU per l’applicazione delle REICAT in SBN, fra le poche variazioni alla descrizione bibliografica, viene accolta la norma REICAT 4.4.4.0 Definizione della data di pubblicazione.
L’applicazione delle REICAT in SBN determina due conseguenze:
1) sono eliminate le parentesi quadre, quando, in assenza di data di pubblicazione, gli anni di copyright e stampa coincidono;
2) sono considerati date di pubblicazione “quando possono essere ritenuti equivalenti a una data di pubblicazione” gli anni di copyright e stampa e “si riportano senza la qualificazione”.

Non sembri una variazione di poco conto.
L’omissione delle parentesi quadre e delle qualificazioni stravolge la filosofia della descrizione coordinata delle aree seconda e quarta, oltre a disinformare il lettore. Come è noto, la data di pubblicazione è la data dell’edizione e se per qualche ragione non si trova tale data, si ripiega su altre date: copyright, stampa, imprimatur, etc. riportandole con le appropriate qualificazioni. Che la data sia importante lo prova il fatto che deve essere sempre segnalata anche in forma dubitativa ([199.] [1995?] etc.). Il lettore deve sapere che tipo di data trova nella notizia bibliografica, altrimenti è una notizia come minimo imprecisa. Nella nuova edizione del 2004 del Catalogo di Revelli si legge che l’indicazione sostitutiva della data di stampa (o di altra data) in mancanza di quella di edizione deve essere qualificata come tale, “non può essere gabellata per data di edizione” (p. 100).
Le REICAT gabellano?
Ha ancora una sua funzione l’area dell’edizione?
Il problema ha una certa importanza nella redazione di un catalogo che non perda la memoria della teoria della divisione in aree e delle rispettive funzioni. Diverso è il discorso in una compilazione di bibliografia, in cui parentesi e qualificazioni possono appensantire la consultazione dell’elenco, anche se pure in questo ambito è auspicabile una coerenza fra le aree.

Figure professionali in biblioteca

Agli amici delle biblioteche liguri interesserà certamente sapere che il giorno 29 aprile 2010,  presso il Palazzo Ducale di Massa, si è svolto un incontro di presentazione del nuovo libro di  Nerio Agostini Il bibliotecario di ente locale, pubblicato dall’Editrice Bibliografica. L’iniziativa è  stata organizzata dalla Provincia di Massa e dall’assessorato alla cultura del Comune di Carrara.
All’incontro hanno partecipato l’assessore alla Cultura della Provincia di Massa, Laura Venè, il  dirigente dell’area programmazione e servizi Marina Babboni, la responsabile della biblioteca  civica “Lodovici” di Carrara, Anna Pennisi, che ha coordinato gli interventi dei partecipanti.
Nel presentare il suo libro, Agostini ha specificato le differenze rispetto alle sue precedenti pubblicazioni e ha narrato le vicende che hanno portato alla realizzazione finale del lavoro,  compresa la scelta del titolo, che in un primo tempo doveva essere Il mestiere del bibliotecario.
Il libro si suddivide in tre parti con la terza che occupa oltre la metà delle pagine. Le prime due forniscono rispettivamente un quadro aggiornato dell’organizzazione amministrativa e contabile  dell’ente locale e dell’evoluzione delle figure professionali da “personale”, semplice numero di  matricola, a “risorse umane” con competenze e responsabilità. La terza parte entra nel dettaglio della “risorsa professionale” specifica del bibliotecario dal reclutamento allo svolgimento del lavoro, ai diritti e doveri, alle prospettive future.
Durante l’esposizione del contenuto del libro e soprattutto  nel successivo dibattito con i bibliotecari presenti, sono stati rimarcati i principali problemi che la legislazione in evoluzione non ha risolto o che  ha risolto solo sulla carta. Segnalo quelli che mi sono apparsi come più urgenti:
1) una normativa regionale in materia di figure professionali (oggi solo in Lombardia)  come riconoscimento legale di fronte ai  nuovi contratti di diritto privato anche negli enti locali, che spesso diventano occasione solo per moltiplicare i profili professionali di istruttore amministrativo contabile con il sostegno  disinformato dei sindacati. Peraltro, almeno in teoria, già oggi potrebbe essere richiesta al dirigente del  personale la variazione di denominazione del profilo in base al lavoro effettivo svolto (come, per esempio, per il geometra o l’ingegnere comunale): su questo punto Agostini è apparso più ottimista del pubblico;
2) inserimento di lavoratori qualificati nelle biblioteche anche con forme contrattuali “flessibili” (su questo punto  risulta nella pratica difficile distinguere la flessibilità come scelta del lavoratore dal precariato  permanente subìto);
3) necessità del superamento di campanilismi e localismi soprattutto in un periodo di forte riduzione dei finanziamenti per le biblioteche con impegno delle biblioteche per raggiungere obiettivi comuni: questo può essere attuabile da un lato con politiche regionali finalizzate a premiare le biblioteche che si riuniscono in sistemi, dall’altro con intervento diretto dei responsabili delle biblioteche verso le proprie amministrazioni per evitare tagli uguali per tutti i servizi, che, se incidono, per esempio, in modo lieve sull’ufficio tecnico, mettono invece a rischio il funzionamento delle biblioteche.
Insomma si è trattato di un incontro certamente proficuo per fare il punto della situazione  odierna su questioni che coinvolgono non solo i bibliotecari, ma, in genere, i lavoratori  intellettuali a vario titolo precari nella selva legislativa sui contratti, e anche gli amministratori politici e i dirigenti amministrativi spesso non consapevoli  della  complessa realtà della biblioteca, della sua organizzazione e dei suoi servizi per i cittadini.

Internet è la biblioteca di tutti i libri del mondo

Segnalo un’interessante puntata della trasmissione radiofonica Geronimo trasmessa il 17 dicembre scorso dalla RSI Radio svizzera – Rete Due.

Alla trasmissione hanno partecipato Ricardo Ridi e il collega Vincenzo Landi della Biblioteca Universitaria di Genova.

Dal link che indico occorre cercare il file mp3 della trasmissione intitolata: Internet è la biblioteca di tutti i libri del mondo.

Buon ascolto.

Nel fratempo il link è cambiato:

http://retedue.rsi.ch/home/networks/retedue/geronimoweb/2009/12/17/biblioteca-web.html#Audio