Indovina dove ti piazzo il libro?

Indovinate un po’ da quale depliant pubblicitario, logo o manifesto di Biblioteca ho tratto la seguente immagine …

Libri

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… ma guarda un po’ su un cassonetto della raccolta differenziata!
Ho scattato la foto in un’amena località sciistica del Morregalese.
Non sarebbe male fare un “librario”, ossia un ‘bestiario’ (col dovuto rispetto alle bestie) che documenti l’uso improprio di libri, biblioteche e (azzardo) bibliotecari!

6 Risposte

  1. In tema di libri e biblioteche forse un aspetto positivo quell’immagine – anche se contraddistingue un cassonetto – ce l’ha. Associa la carta al libro in modo indissolubile, almeno fino alla distuzione ed al riciclo.
    Questa constatazione riischia di non essere più una banalità.
    .
    Nelle biblioteche contemporanee (e sole che la biblioteconomia strumentalmente definisce “pubbliche”, per separe nettamente da queste quelle storiche o “di conservazione”, che vuole “riservate” a pochi) è ammesso lo “scarto” (buttar via) dei libri – di carta – malridotti. E allora associare la raccolta differenziata a un libro ormai perso potrebbe indicare anche l’aspirazione che da quella stessa carta ‘nascerà’ un libro nuovo…
    .
    Nelle biblioteche “di conservazione” da qualche anno la tendenza, sempre più martellante, è che il libro propriamente detto, il libro-di-carta, sparirà sostituito dalla copia, dal facsimile, dal virtuale, dal ‘falso’ digitale. Tra qualche anno – se non interviene qualche saggio Bibliotecario di fondi antichi – sarà considerato improprio porre l’immagine su quel cassonetto sulla porta di una biblioteca storica!
    E, se andremo avanti così, spariranno anche gli utenti delle biblioteche storiche (dette già oggi “non-pubbliche”), perché il pericoloso sogno del bibliotecario “conservatore” è “mettere a disposizione di tutti” (sic!) il “feticcio” (altra espressione presa in prestito da Maniaci, 2004) digitale del libro in rete: finalmente potrà negare a chiunque di entrare in biblioteca e ‘profanare’ la “Conservazione” del libro.
    .
    Quel giorno, non ci resterà che guardare le immagini stilizzate su un cassonetto per ricordarci che una volta i libri erano di carta e si leggevano, si sfogliavano, in strani posti detti “Biblioteche Pubbliche”!

  2. Veramente ora che si capiscono sempre di più i problemi legati alla conservazione e gestione del digitale l’idea che questo possa facilmente sostituire gli originali cartacei fa sempre meno presa, quindi penso che quel modo di ragionare sparirà spontaneamente.

    Mi sembra invece corretto far fruire la copia digitale, e quindi preservare l’originale da usura e rischi, quando essa risponde pienamente alle necessità dell’utente, anche pensando che il sostituto digitale, nei progetti gestiti correttamente, non è una immagine fatta in casa di bassa qualità buona si è no per leggiucchiare qualcosa, ma dovrebbe comprendere anche immagini della massima qualità adatte anche per studi ed elaborazioni (ad esempio evidenziare dettagli che a occhio nudo non si vedono).

    Interessante l’accenno allo scarto: secondo me sulla “ideologia dello scarto” ce ne sarebbe da dire, ma forse è meglio farlo in un post a parte.

  3. Anch’io ritengo positivo quel logo sul cassonetto. Come sapiamo noi delle biblioteche pubbliche, il libro è un oggetto d’uso, non un feticcio. Una volta usato, se non mantiene per chi lo ha acquistato un valore affettivo (un libro su cui ritornare in seguito e che quindi conviene avere in casa, o un libro regalato da persona che ci è cara e che teniamo perché mantiene il legame con lei) puo’ tranquillamente essere gettato (o se è valido può essere dato ad altri: amici o biblioteche per degenti, carcerati, sale di aspetto ecc.). Importante è incrinare l’idea che il libro di per se’ indichi che io sono una persona colta e quindi lo conservo per tappezzarmi le pareti del salotto (se sono un politico, un giornalista per usarlo come sfondo delle mie interviste). Interessante sarebbe un post sullo scarto nelle biblioteche pubbliche

  4. Sono d’accordo con te Susanna: bellissime parole. Ma in un paese di scarsi lettori e ancor più scarsi frequentatori di biblioteche, il simbolo assume ben più inquietanti simbologie ed è per quest’aspetto inquietante che ho posto la domanda quiz con foto.
    Visto che finora il blog ha coinvolto, mi pare, soprattutto bibliotecari, non vorrei che entrassimo troppo nel merito di questioni che rischiano di far scappare quei quattro eventuali utenti di biblioteca …
    Temo che lo ‘scarto’ potrebbe essere letale, almeno che non accalappi come parola di “fatale attrazione” colleghi archivisti …

  5. e invece io, che sono utente di biblioteca ma non bibliotecaria, con un diploma di archivista di stato non utilizzato professionalmente, sono moltissimo incuriosita dallo “scarto”che non ricordavo esistesse per gli archivi…

  6. Se non ricordo male “lo scarto” è un tema che sta molto a cuore agli archivisti.
    Per quanto riguarda le biblioteche esiste, ma in effetti non ne so molto poichè riguarda in particolare le funzioni di chi acquisisce i libri.
    Non tutto ciò che perviene ad una biblioteca può risultare infatti coerente che le collezioni della stessa e credo che in questo caso si operi “lo scarto”.
    In passato sono sicura che, per quanto riguarda soprattutto “i doppioni”, non ci si ponevano troppi scrupoli e si dava via, si scambiava e anche buttava con più facilità.

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