Music folksonomy

Mi ha colpito un post sul blog Flussocontinuo, un blog che si occupa prevalentemente di musica, dallo stimolante titolo Music folksonomy, nel quale si propone ai blogger che si occupano di musica di

ispettare, quando si parla di un artista, di un album o di un brano musicale, una struttura standard per i tag

ossia in ultima analisi di utilizzare un sistema di indicizzazione controllato (in questo caso quanto alla sintassi e non tanto quanto al vocabolario).

La cosa interessante è che la proposta non viene da qualche bibliotecario fissato con la catalogazione, ma da un blogger che ha constatato il rumore nella ricerca che provoca una indicizzazione completamente “anarchica”.

Non sarà che qualcuno ha posto aspettative esagerate nella indicizzazione libera e nei sistemi automatici di recupero e organizzazione dell’informazione?

Una Risposta

  1. L’indicizzazione libera ha molti pregi e secondo me si addice molto a contesti in cui i contenuti sono generati dagli utenti.

    Alcuni dei suoi limiti possono essere in parte superati adeguandosi all’utilizzo di semplici regole; come riporti il riferimento che facevo e’ piu’ legato alla sintassi che al vocabolario vero e proprio (anche se in realta’ propongo un minivocabolario costituito da un dominio e tre proprieta’)…ad esempio, ipotizzando un ulteriore proprieta’ music:genre, troverei riduttivo avere a disposizione un insieme predefinito di generi musicali.

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