Censura in biblioteca

Avrete, immagino,  saputo  quanto accaduto al Direttore della Biblioteca Internazionale per ragazzi “Edmondo De Amicis” di Genova Francesco Langella.

Francesco, storico direttore della nota biblioteca nonchè presidente della Sezione Liguria dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), è stato oggetto di un esposto alla magistratura per  “pubblicizzazione di materiale pornografico minorile, divulgazione di notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento di minori di anni 18“. Oggetto scatenante: l’iniziativa Due regine e due re, promossa dal Comitato Gay Pride ed ospitata lo scorso 16 maggio dalla De Amicis, rea di aver costruito una bibliografia volta a mettere in rilievo il ruolo della letteratura nello sviluppo dell’identità dei ragazzi, nel rispetto di diverse tipologie di amore ed affettività.

Attori delle surreali accuse alcuni esponenti politici di destra abbondantemente supportati da alcune testate locali, “Il Secolo XIX” in testa.

Mauro Guerrini, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Biblioteche, ha tempestivamente divulgato un appello in difesa del diritto delle biblioteche a documentare tutti gli aspetti della vita e a non essere sottoposte a censura.

Si è anche costituito su Facebook un apposito gruppo di sostegno all’appello,  in difesa di Francesco Langella e degli operatori della Biblioteca De Amicis, contro tutte le censure nelle biblioteche. Il gruppo ha raggiunto in pochissimi giorni 1.222 membri!

6 Risposte

  1. Vi ringrazio tutti per la stima professionale e per l’amicizia.
    Francesco

  2. A oggi il gruppo di sostegno ha raggiunto le 1.489 adesioni.
    Caspita!

  3. Oggi, un bambino di nome Gabriele è venuto alla Biblioteca De Amicis e mi ha regalato un suo disegno in cui illustrava lo spettacolo di Geronimo Stilton,arrivato in DEA il 4 giugno per una delle numerose attività del decennale.Nel suo disegno c’è una dedica:Biblioteca De Amicis, per Francesco con disegnato il logo della DEA a forza 10. Impagabile!!!!!
    Grazie a tutti voi e in particolare alll’AIB e a Oriana.
    Francesco Langella

  4. Siamo a 1761 adesioni all’appello!

  5. Su AIB notizie 21 (2009), n. 4, interviene Vittorio Ponzani:

    In biblioteca nessuna censura

    “…Nel corso del laboratorio è stata distribuita la bibliografia Diversamente libri, in cui venivano presentati libri .. che rispondono ai principi contenuti nei Manifesti IFLA/Unesco per le biblioteche pubbliche e per le biblioteche scolastiche: «i materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società (…) [senza] alcuna forma di censura ideologica, politica o religiosa ..
    Non dubito quindi che abbia organizzato e gestito tutta l’iniziativa nel pieno rispetto dei principi etici della professione. A lui va tutta la solidarietà mia personale e di «AIB notizie»…”

    http://www.aib.it/aib/editoria/n21/0403.htm3

    Come non-bibliotecario, utente di biblioteche, i Manifesti ed i principi IFLA non mi danno alcuna garanzia; e trovo il richiamo a “principi etici” ed alla presunt(uos)a “professione” una retorica pesante, inutile ed ormai consunta.
    Avrei trovato più rassicurante che (in rispettosa attesa della pronuncia della Magistratura) si fosse sottolineato, semplicemente, la piena fiducia che in quella Biblioteca Pubblica non c’è stata alcuna violazione di Legge.

    • A volte però bisogna vedere di che leggi si tratta …

      Peraltro è da dire che su questo fatto sappiamo abbastanza poco, almeno per quanto mi riguarda, perché finora non ho capito bene che cosa sia stato fatto in biblioteca e quali siano le precise motivazioni della denuncia, cioè perché esattamente qualcuno abbia ritenuto di individuare dei reati in quelle attività.

      Anche l’intervento di Ponzani mi pare piuttosto deludente, perché la retorica prevale sull’informazione. Verso tutte quelle tematiche educative applicate alle biblioteche poi sono sempre molto diffidente, perché questo ruolo educativo può a sua volta essere di pretesto per censure: non bastava appellarsi alla neutralità degli intermediari dell’informazione?

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